Darwin 1809-2009 al Palaexpò e gli animali in gabbia – Come rovinare una bella mostra

Un povero armadillo corre disperato in cerchio senza trovare pace. Poi prova a scavare una buca e a nascondercisi dentro. Tutto intorno decine di bambini, con i loro apparecchi ai denti e la loro invadenza, appiccicano la loro faccia al vetro e bussano furiosamente, nonostante sia vietato, quando il povero animale gli passa vicino disperato.

Un povero armadillo corre disperato in cerchio senza trovare pace. Poi prova a scavare una buca e a nascondercisi dentro. Tutto intorno decine di bambini, con i loro apparecchi ai denti e la loro invadenza, appiccicano la loro faccia al vetro e bussano furiosamente, nonostante sia vietato, quando il povero animale gli passa vicino disperato. E la stessa scena si ripete davanti alla gabbia di vetro dell’iguana. E’ quanto non ti aspetti durante la visita della mostra Darwin 1809-2009: animali vivi dentro gabbie di vetro alle mercè di luci artificiali, migliaia di visitatori molesti e rumori insopportabili. Il tutto in una mostra che dovrebbe essere la celebrazione della biodiversità e del rispetto della natura.

Darwin 1809-2009 poteva, anzi doveva, essere una bella mostra. In parte gli allestitori sono riusciti a centrare l’obiettivo: una volta entrati, tra luci soffuse e rilassanti suoni di sottofondo che richiamano i rumori della natura, il visitatore è introdotto in una serie di stanze che raccontano, solo raramente con reperti originali, la vita di Darwin e la sua teoria dell’Evoluzione. Ci sono animali impagliati a confronto che dimostrano l’evoluzione della specie, crani umani preistorici che fanno capire bene le interconnessioni tra l’uomo e la scimmia ed una serie di sale interattive dove imparare molto su Homo di Neanderthal e homo Sapiens.

Ma quegli animali vivi dentro le gabbie proprio non vanno bene. E’ vero: sono animali costretti alla cattività in quanto sequestrati dalla Guardia di Finanza a improbabili cittadini italiani, collezionisti di animalli tropicali, e quindi donati al bioparco di Roma da tempo. La loro esposizione al pubblico, però, ricorda tanto i vecchi zoo dove la dignità dell’animale è lesa gravemente. Non poche persone, durante la mia visita, hanno protestato per questo. Vi invitiamo, se proprio volete andare alla mostra, a fare lo stesso.