An Occasional Dream. Immagini singolari di fotografi anonimi alla s.t. foto libreria galleria

“In my madness I see your face in mine I keep a photograph It burns my wall with time”…Prendendo in prestito le parole di questa ‘canzone d’amore’ di David Bowie e la fotografia come oggetto familiare dalle potenzialità perturbanti, la mostra An Occasional Dream. Immagini singolari di fotografi anonimi, a cura di Matteo Di Castro,

di cuttv


“In my madness
I see your face in mine
I keep a photograph
It burns my wall with time”

Prendendo in prestito le parole di questa ‘canzone d’amore’ di David Bowie e la fotografia come oggetto familiare dalle potenzialità perturbanti, la mostra An Occasional Dream. Immagini singolari di fotografi anonimi, a cura di Matteo Di Castro, ha allestito una gallerie di istantanee occasionali di piccolo formato, realizzate nel secolo scorso da fotografi anonimi, ospitata fino al 7 giugno 2009 dalla s.t. foto libreria galleria di via degli Ombrellari, 25.

La mostra riscopre il fascino per l’oggetto causale che si spinge oltre il consueto approccio storico-documentario o socio-antropologico e si avvicina all’objet trouvé, inedita musa della ricerca estetica e metafora stessa dell’opera d’arte per avanguardie storiche come il surrealismo e il dadaismo, dal libro d’artista al film sperimentale, alla video installazione. L’attrazione per questo genere di immagini, anonime, casuali, abbandonate a se stesse per anni e poi ri-scoperte, per caso o per destino da nuovi spettatori magari ignari delle origini, il mistero e la casualità che le caratterizza, un tempo materia da collezionisti, è oggi rivalutato e queste fotografie sono materia di retrospettive e l’unica ragion d’essere di siti americani come Bighappyfunhouse, Square America o Project b.

Un universo affascinate, che ha lo stesso potere di evocare, tempi, storie e vite congelate in un istante, passato, lontano, che torna a scorrere nella fervida immaginazione di chi le guarda e può solo immaginare da dove arrivano, a chi appartenevano … un po’ come le vecchie e dimenticate foto di familiari e amici che affollano cassetti, album e ripostigli polverosi. Oltre al catalogo della mostra corredato di testo del curatore e una presentazione dell’autorevole storica della fotografia, Marina Miraglia, gli scaffali di s.t. foto libreria ospitano diversi volumi dedicati alle fotografie anonime, editi negli ultimi anni in ambito internazionale. Una mostra che consiglio a collezionisti di fotografie e di storie…