Polemiche ovali: Mohoje, lo sconosciuto cresciuto troppo in fretta?

La scelta da parte di Heyneke Meyer di schierare il giocatore dei Cheetahs dal primo minuto ha fatto storcere il naso a tanti. Scelto per merito, o merito del colore della pelle?

Ha giocato dieci partite di Super Rugby, di cui solo cinque da titolare. Ha sfruttato, per sua stessa ammissione, i tanti infortuni subiti in terza linea dai Cheetahs per emergere. Eppure, Teboho “Oupa” Mohoje domani sarà titolare negli Springboks che ospiteranno l’Australia in una sfida che potrebbe essere decisiva per restare in corsa per il titolo.

Una scelta che ha subito scatenato le illazioni di chi, in questa convocazione, ha visto lo zampino della Federazione sudafricana e le famigerate ‘quote nere’. Insomma, Mohoje è stato scelto per i suoi meriti sportivi o meramente per il colore della sua pelle? Lui e Meyer smentiscono questa ipotesi (“Gioco perché secondo l’allenatore lo merito. Così mi ha detto lui. E non ho altro da dire”), confermando che la scelta è stata fatta esclusivamente con motivazioni sportive.

Ma il dubbio rimane. Mohoje è un oggetto misterioso, visto poche volte in campo e sicuramente in terza linea di alternative ce ne sono, a partire da quel Schalk Burger sacrificato alla panchina per lasciargli posto. Certo, Meyer può voler ampliare la rosa di papabili in vista della Rugby World Cup, ma il fatto che il giocatore rispetti quei canoni razziali tanto cari alla politica sudafricana, anche quella sportiva, fa pensare a ben altri motivi. C’è da augurarsi che domani Mohoje si dimostri all’altezza del palcoscenico mondiale in una sfida difficile come quella contro i Wallabies. Perché così non fosse, allora Heyneke Meyer si troverebbe ad affrontare una difficile conferenza stampa a fine partita.


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