Rugby & Tv: Pro 12 su Nuvolari, scommessa o azzardo?

Ieri l’annuncio della vendita dei diritti tv della Guinness Pro 12 al canale di LT Multimedia, ma è la scelta giusta?

“Nuvolari è basso di statura, Nuvolari è al di sotto del normale” cantava Lucio Dalla e ieri, all’annuncio che sarà il canale di LT Multimedia a trasmettere la stagione della Guinness Pro 12 le parole del cantautore bolognese sono tornate alla memoria. Perché nel panorama televisivo italiano Nuvolari non è certo un big player, con i dati auditel che non superano – nella media delle 24 ore – lo share dello 0,1% (con medie nel 2013 attorno allo 0,05%).

Insomma, la scelta di Nuvolari da parte della Fir appare una scelta obbligata, che conferma chiaramente la difficoltà del rugby italiano di creare un interesse mediatico tale da giustificare l’attenzione di emittenti più qualificate per trasmetterla. Anche perché l’alternativa rimasta in piedi, cioè RaiSport, offriva un livello qualitativo non adatto, anche se sicuramente dati auditel più importanti.

Nuvolari è – un trend ormai abituale per l’italico rugby (vedi Dhalia, Italia 2 e Dmax) – un canale chiaramente rivolto a un pubblico maschile, molto sportivo, ma con un’offerta spesso orientata alla spettacolarità e allo sport estremo. Come dice il nome, ovviamente, con un occhio di riguardo ai motori. E’ il canale giusto per promuovere la Guinness Pro 12? A caldo la risposta è no, perché ha una visibilità bassissima e difficilmente qualcuno ‘incrocerà’ il rugby casualmente.

E’ altrettanto vero, però, che i numeri celtici delle ultime stagioni non permettevano voli pindarici. Con un’audience che variava tra i 30mila (spesso) e i 50mila (più raro) spettatori e due squadre, Zebre e Treviso, che in campo collezionano più sconfitte nette che successi, sperare di trovare emittenti di peso disposte a spendere per trasmettere la Guinness Pro 12 era illusorio. Quindi dobbiamo vedere tutto nero? Forse, ma forse non del tutto.

Nuvolari, infatti, potrebbe puntare sul rugby proprio per crescere e – a differenza di esperienze fallimentari come quella su Italia 2 – potrebbe regalare al suo interno spazio e qualità alla palla ovale come non se ne è avuto ultimamente (l’inizio non è dei migliori, però, con il sito di Nuvolari che non dà neppure notizia dell’accordo raggiunto!). Se ciò avverrà, ma questo ce lo dirà la stagione, allora forse la scelta di Nuvolari non sarà fallimentare. Ma, questo va detto a prescindere, ripetiamo: aver scelto Nuvolari per il più importante torneo rugbistico di club che coinvolge club italiani è la cartina tornasole del fallimento del rugby italiano. Che non si vende, non interessa e non piace.


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