Crisi Europa: nel rugby continentale poche idee, ma confuse

Nel weekend sono stati diversi gli incontri tra le parti per trovare una soluzione nel caos che coinvolge Heineken Cup, Premiership e Pro 12. Passi avanti, forse, ma molta confusione.

Cosa succederà al rugby europeo nel futuro prossimo? Che fine farà la Heineken Cup, o chi parteciperà a un nuovo torneo continentale? E i gallesi che faranno? Resteranno nella Pro 12 o andranno dagli inglesi? Con i migliori, o i giocatori più forti verranno pilotati dalla Wru in due nuovi club creati ad hoc? Belle domande, ma le risposte sono troppe.

Venerdì, infatti, c’è stato a Dublino un incontro tra tutti i rappresentanti dell’Erc per discutere del possibile futuro delle coppe europee. Un meeting dal quale non è uscito alcun comunicato ufficiale e dove, dunque, bisogna affidarsi alle voci dei ben informati. Come, per esempio, il Daily Mail, che ripropone l’ipotesi uscita nei giorni scorsi di un torneo gestito dallo stesso board che gestisce il Sei Nazioni (e il Pro 12, ndr.), cancellando così l’Erc. Un’ipotesi che, a quanto pare, troverebbe d’accordo le quattro home unions e l’Italia, mentre a porre il veto, questa volta, è la Francia.

Poi c’è il Telegraph, che invece parla di questioni più concrete, cioè soldi e diritti tv. Da quel che dice il quotidiano britannico, infatti, BT (l’emittente che ha i diritti della Premiership e delle coppe europee giocate dagli inglesi) starebbe corteggiando strenuamente sia le regioni gallesi sia le franchigie irlandesi. Una mossa a sorpresa che, però, può creare nuovi scossoni in uno scacchiere dove – come si vede – le posizioni non sono chiare e ben definite, ma cambiano quotidianamente.

A proposito di Galles, la rottura tra Federazione e regioni appare ormai netta e insanabile e difficilmente si giungerà a un accordo entro l’ultima data utile del 31 dicembre. E la Wru ha già fissato una riunione a inizio 2014 per decidere che fare in caso di rottura, con l’ipotesi (di cui avevamo parlato già diverse settimane fa, ndr.) di “promuovere” due club storici del rugby gallese (Pontypridd e Neath) in Pro 12, sostituendo così le regioni ribelli. Regioni che, a quel punto, rischierebbero un esodo pesante dei loro giocatori migliori, cui la Wru propone un contratto centralizzato, e anche delle giovani promesse, sicuramente minacciate di essere escluse dalla nazionale se tradiranno la federazione.

Come si vede, dunque, i destini dei vari tornei e campionati europei sono strettamente legati tra loro. Un effetto domino pericolosissimo, ma che il Daily Mail in parte cerca di disinnescare. Il campionato anglogallese (cioè ciò che più mette in pericolo la sopravvivenza della Celtic League) sarebbe per gli inglesi solo una scelta di ripiego – un piano B -, nel caso saltasse l’accordo per la futura coppa europea. E venerdì, a Dublino, sembra che un passo avanti verso questo accordo sia stato fatto, allontanando – dunque – l’ipotesi anglogallese.

Credit image by Getty Images

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+

I Video di Blogo.it