Elezioni 2013: Sallusti vs. Giannino «Voto stupido», «Vi faremo perdere la Lombardia»

Giannino diventa il nemico n° 1 del Pdl

di guido

In questo momento della campagna elettorale, per Silvio Berlusconi il vero nemico non è Mario Monti e neppure Pierluigi Bersani, ma Oscar Giannino. Nelle ultime apparizioni televisive e radiofoniche, il Cavaliere non ha mai mancato di invitare il giornalista economico a ritirarsi dalla corsa elettorale (cosa che, peraltro, è tecnicamente impossibile) e i cittadini a non votare Fare per Fermare il declino. Il motivo sta nel fatto che il movimento di Giannino andrebbe a pescare tra i delusi del Pdl, e rischierebbe di risultare decisivo in molte regioni in bilico, su tutte la Lombardia.

Giannino non ha mancato di rispondere:

In questo appello così sistematico c’è la ragione profonda del nostro voto, perché il timore fondato del capo della coalizione di centrodestra è che lo facciamo perdere, a partire dalla Lombardia.
Lo ringrazio per l’aiuto che ci dà, per aver rivelato dalla propria bocca ciò che sappiamo da sempre: siamo nati esattamente per far perdere i vecchi schieramenti. Quindi il voto a noi è utilissimo, e lo ringrazio per il suo appello al quale però non posso adempiere.
Posso però rivolgergli il medesimo invito: si ritiri lui, che è alla sesta volta. Le cinque volte precedenti ha sempre detto una cosa e fatta un’altra. Adesso per lui è ora di prendere atto che c’è una società civile che si è messa in moto per sostituirlo.

Oggi però, ad attaccare il candidato premier di Fare, dalla prima pagina de Il Giornale, è Alessandro Sallusti con il titolo “Grandi idee e piccoli Oscar della stupidità”.

Scrive il direttore del quotidiano della famiglia Berlusconi:

Fare per fermare il declino, partito fondato da Oscar Giannino, ha riacceso speranze in quel mondo, ma sta naufragando sul campo (lo dicono i sondaggi) sotto il peso della megalomania del suo leader. L’ego di Giannino è superiore pure a quello di Berlusconi, del quale non ha né il carisma né le doti. Più si avvicina il voto più il probabile flop rende il giornalista-politico astioso, rancoroso, vendicativo.[…] Questo succede quando grandi idee sono nelle mani di piccoli uomini accecati dall’ambizione, dalla mania di protagonismo e dall’odio personale contro chi ha più successo di loro. Se le cose stanno così, quello a Giannino non è soltanto un voto inutile, è un voto stupido in quanto autodistruttivo. Come il marito che si taglia le palle per fare dispetto alla moglie, i liberali lombardi dovrebbero sperare in una sconfitta del Pdl e operare perché ciò accada. E per che cosa? Per fare godere Re Sole Giannino. Il quale sembra un simpatico istrione fino a che sta dentro lo schermo. Fuori, chi lo conosce lo evita. Un motivo ci sarà.

Insomma, dagli inviti televisivi di Berlusconi si è passati agli attacchi e alle offese dirette, nella miglior tradizione di Sallusti.
E, sempre dal sito di Fermare il declino, Giannino individua il motivo della preoccupazione dei berlusconiani in un sondaggio condotto da Alessandra Ghisleri, la sondaggista di fiducia del Cavaliere, che vedrebbe Fare al 4% in Lombardia. Un risultato che metterebbe in pericolo la leadership della coalizione Pdl-Lega sia per la guida della Regione, sia per il raggiungimento del premio di maggioranza al Senato, decisivo per il futuro assetto di Palazzo Madama e degli equilibri governativi.

Prima regnava l’indifferenza, poi qualche battutina su quei quattro-cinque Don Chisciotte, infine all’improvviso, da quattro giorni a questa parte, non c’è intervento pubblico di Berlusconi in cui non si scagli contro Fare per Fermare il declino e Oscar Giannino. E oltre a lui la Santanché (“Giannino è un nemico da battere”), Sallusti (“votare per lui è come tagliarsi le palle”) e come loro tutti gli altri statisti e intellettuali del Pdl. “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci” diceva il Mahatma Gandhi, uno che di sfide impossibili se ne intendeva

Foto © Getty Images

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