Rugby e valori: Brian Lima, quando i castelli di carte crollano miseramente

La brutta vicenda del giocatore samoano che ha picchiato la moglie mette il mondo del rugby di fronte al rischio bluff della “superiorità morale” dei rugbisti.

Ieri abbiamo raccontato la brutta storia di Brian Lima, ex campionissimo di rugby delle Samoa, arrestato dopo aver picchiato l’ex moglie. Ebbene, sul sito della GlenGrant – sponsor dell’Italrugby – il collega Giorgio Sbrocco parte dalla vicenda di Lima per parlare di un tema ostico nella comunicazione ovale: i (presunti) valori del rugby esistono davvero?

Come scrive il collega Sbrocco “Domanda: i valori morali, il rugby, te li trasmette se lo giochi e se lo frequenti o è meglio se te li porti da casa? La prima non è! Lima è stato un grande del rugby ed è uno che picchia le donne. Bastasse mettersi in mutande e passarsi un pallone ovale… Sarebbe sufficiente rendere obbligatoria la pratica del rugby e avremmo edificato un mondo migliore. Quasi perfetto. È Natale, un consiglio a tutti: piano con la fuffa. Basta un Brian Lima qualunque e il castello di carte crolla miseramente. E le macerie, anche se ovali, non sono mai un bel vedere”.

Qualcuno obietterà che Lima è l’eccezione che conferma la regola, che non si può prendere il singolo caso per criminalizzare un intero movimento (e nessuno vuole ovviamente farlo, anzi), e neppure smentire una delle armi di comunicazione che il rugby ha, cioè essere portatore di valori sani. Vero, ma quello di Brian Lima, per quanto osceno ed eclatante, non è nè il primo nè l’ultimo esempio di ciò che il collega Giorgio scrive: non è giocando a rugby che ci si trasforma miracolosamente in santi, nè il rugby è immune dalla stupidità, dalla violenza e dall’ignoranza.

E, come scrive il collega, “le macerie, anche se ovali, non sono mai un bel vedere”. Costruire l’intera comunicazione ovale sulla retorica dei valori, sbatterli in faccia alla gente a ogni piè spinto, con un malcelato senso di superiorità, è pericoloso. Perché poi basta un Brian Lima qualunque a smascherare il bluff.

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