Super Rugby: Giappone in pole position (forse)

A fine settembre si saprà quale sarà la 18sima squadra che dal 2016 parteciperà al campionato dell’Emisfero Sud. E i nipponici sembrano in vantaggio sull’ipotesi (ridicola) di Singapore.

Giappone o Singapore? Una realtà in crescita, solida e con una base rugbistica importante, o una realtà solamente economica, spinta da sponsor e affaristi? Insomma, sarà il Giappone o Singapore a entrare nel Super Rugby, il campionato che dal 2016 verrà allargato e che comprende franchigie del Sud Africa, Nuova Zelanda, Australia e – tra due anni – dell’Argentina?

Se fino a pochi giorni fa i bookmakers davano per vincente la candidatura di Singapore (che è un po’ come preferire Andorra alla Georgia in un Sei Nazioni allargato, ndr.), ora la stampa australiana si dice sicura della vittoria dell’opzione giapponese. Giappone che, va ricordato, ha un campionato nazionale ricchissimo, ha una nazionale che sta crescendo esponenzialmente (vero Italia?) e che nel 2019 ospiterà i Mondiali.

Insomma, se il rugby girasse su basi logiche e serie non ci sarebbe neanche una corsa a due, con il Giappone iscritto di diritto al Super Rugby. Ma visto che Ovalia è un po’ un porto di mare, ecco che la corsa è serrata e che solo a fine mese sapremo l’esito.

Il vero ostacolo alla candidatura giapponese (tolta la questione economica e di sponsor) riguarda la logistica. La franchigia nipponica verrebbe inserita nel gruppo del Sud Africa, che dista 24 ore di volo dal Giappone. Un problema non da poco, ma che Eddie Jones, coach australiano del Giappone, ha già ridimensionato, spiegando che la squadra nipponica potrebbe disputare alcuni match interni in altre città asiatiche, compresa Singapore. Diventando, di fatto, una rappresentativa asiatica prima ancora che giapponese.


Seguici su Google+

I Video di Blogo