Berlusconi invoca Giulio Cesare, Bersani&Monti puntano sullo straniero (Merkel)

Una dopo l’altra Silvio Berlusconi gioca le sue carte demagogico-populiste, insistendo soprattutto sulle tasse e incolpando prima i comunisti, poi la sinistra, quindi il Pd e oggi Monti di voler spennare gli italiani con imposte, accise e balzelli vari. Il Re Mida dello share non dice una parola su dove è stato e cosa ha

Una dopo l’altra Silvio Berlusconi gioca le sue carte demagogico-populiste, insistendo soprattutto sulle tasse e incolpando prima i comunisti, poi la sinistra, quindi il Pd e oggi Monti di voler spennare gli italiani con imposte, accise e balzelli vari. Il Re Mida dello share non dice una parola su dove è stato e cosa ha fatto negli ultimi venti anni.

Epperò questa strategia elettorale pare fruttare consensi al centrodestra in rimonta (Il Cav annuncia addirittura di essere oramai nella scia dello schieramento avversario) e mandare in tilt il centrosinistra, o meglio, le due punte di diamante (marciare divisi per colpire uniti?) Bersani&Monti. Il segretario del Pd sembrava aver perso baldanza e lucidità scivolando sul terreno impervio delle alleanze, sempre più stretto fra due fuochi, quello di Vendola a sinistra e quello di Monti al centro. Ora, recuperando un po’ di chiarezza, Bersani non dice “addio” a Vendola ma, di fatto, sta e starà con Monti e la sua zavorra di Casini&Fini.

Più le fibrillazioni fra le coalizioni e dentro le coalizioni aumentano e più si staglia in lontananza l’ombra funesta della instabilità e della ingovernabilità del Paese. Per cercare di allentare la morsa su se stessi, Mario Monti e Pieluigi Bersani – vizio antico degli italici- chiedono aiuto allo … “straniero”, rivolgendosi alla Merkel e alla Grande Germania, che puntano proprio sull’asse Monti-Bersani per non mandare l’Europa a carte quarantotto.

Al di là delle Alpi, Bersani addirittura si supera in un “riformismo doc”, mai così splendente nella penisola. Alla premier tedesca Bersani ha fatto capire bene che il Pd dopo il voto starà con Monti (addio Vendola, Cgil, sinistra?). Ora si tratta di tradurre la “nuova” linea politica nel rush finale di una campagna elettorale che, altrimenti, passa in mano al Cav, pronto con il canestro a raccogliere voti.