Rassegna stampa estera: audio Patrizia D’Addario – Silvio Berlusconi e molto altro

Prima che la pubblicazione delle registrazioni delle conversazioni tra Patrizia D’Addario e Silvio Berlusconi riaccendessero l’attenzione sugli scandali riguardanti la vita privata del Presidente del Consiglio, i media stranieri avevano avuto modo di concentrarsi anche su altre vicende del nostro paese. Ad esempio sul brasiliano O Estado de São Paulo un certo Mr.Miles, nella rubrica


Prima che la pubblicazione delle registrazioni delle conversazioni tra Patrizia D’Addario e Silvio Berlusconi riaccendessero l’attenzione sugli scandali riguardanti la vita privata del Presidente del Consiglio, i media stranieri avevano avuto modo di concentrarsi anche su altre vicende del nostro paese.

Ad esempio sul brasiliano O Estado de São Paulo un certo Mr.Miles, nella rubrica dei viaggi, risponde così alla lettera di un lettore che chiede consigli su una possibile visita dello stivale:

Nell’esatto momento in cui stai pianificando un viaggio verso la bella penisola, io ammetto la grave e triste convinzione di escludere l’Italia dai miei progetti di viaggio. (..) Non posso quantificare le perdite personali che questa decisione implicherà, ma, così come alcuni evitano i paesi contagiati dall’influenza A, è mio diritto allontanarmi da una nazione contaminata dall’orrore fascista della xenofobia

(..) mezzo secolo dopo (Mussolini, ndt) un governante mediatico della stessa levatura crea leggi disumane per perseguitare gli stranieri che cercano di trovare in quel paese una possibilità di sopravvivenza. Worse than that: fomenta la creazione di milizie di common citizens allo scopo di cacciare esseri umani di altra provenienza, come si fa con i topi e le blatte. (..) Non torno in Italia per tutti i motivi che ho detto. Besides, come straniero, potrei essere acciuffato da una di queste brigate patriottiche. E secondo la stessa legge infame, chi mi ospita può farsi fino a sei mesi di carcere. Get out, Berlusconi! Not even your wife wants you back!E a proposito di Venezia, my dear: una vita può essere poco but nowadays, un giorno può essere troppo

Sul tema della xenofobia e dell’influenza di formazioni politiche estremiste nel nostro paese è intervenuto incidentalmente anche il Guardian, in un articolo dedicato a passare in rassegna i vari modi in cui i paesi europei hanno fatto i conti con l’estrema destra:

C’è un modo di affrontare l’estrema destra – escluderla dalla “buona società” politica e sperare che sparisca. Questa strategia potrebbe funzionare in Gran Bretagna. dove il BNP (partito di estrema destra britannico, che ha per la prima volta raggiunto il 6% alle elezioni europee, ndt) è visto dalla classe politica come un fenomeno inquietante ma non minaccioso grazie al sistema elettorale maggioritario semplice. Nel resto d’Europa, dove il proporzionale e i governi di coalizione sono la regola, l’estrema destra – sia essa razzista, neo-fascista, xenofoba o semplicemente populista – non viene dimessa e contenuta così facilmente. In Italia, l’estrema destra è al governo e occupa importanti cariche parlamentari (..) “Ci sono un sacco di elementi razzisti” ha affermato (John) Walston (professore di scienze politiche all’università americana di Roma, ndt). “La Lega Nord ha certamente molte persone che non hanno timore ad essere esplicitamente razziste”

Le Monde, autorevole quotidiano di uno dei paesi che più producono energia nucleare, ha dedicato alcuni articoli all’annunciato ritorno dell’atomo in Italia; in uno di questi, il corrispondente torna in uno dei siti dove si trovavano una volta le centrali nucleari italiane:

La centrale di Montalto di Castro, a nord di Roma (..) là dove il nucleare italiano si era arenato negli anni ’80. Il paese era allora il terzo produttore di energia nucleare al mondo. La lotta degli ecologisti è riuscita a far deragliare questa potente macchina. La centrale è stata riconvertita, in parte, in termoelettrica. Il movimento ecologista era nato (..). I due decenni senza nucleare non sono stati messi a profitto per far avanzare le energie rinnovabili. Nel paese del sole, il solare è sempre indietro, distanziato di gran lunga dall’Europa del nord

In un altro pezzo, vengono espresse previsioni sui conflitti che il ritorno delle centrali potrà causare, e sul modo in cui il governo potrebbe intervenire:

Resta il problema dei siti (..) La configurazione geografica dell’Italia e la presenza di numerose zone sismiche limita la scelta del governo. In caso le controparti finanziarie non dovessero essere sufficienti per convincere i responsabili politici e gli abitanti dei siti scelti, il governo già ipotizza di dichiararle “zone di interesse strategico”. Un modo per collocarli direttamente sotto il controllo dello Stato e dell’esercito, come è già successo quando si è dovuto trovare un luogo per le discariche e gli inceneritori necessari per mettere fine alla crisi dei rifiuti a Napoli

Altro argomento all’attenzione della stampa internazionale prima della nuova tempesta-D’Addario è il nuovo scudo fiscale di Giulio Tremonti. Ne ha parlato tra gli altri la Sueddeutsche Zeitung, esprimendo un’opinione bilanciata; se da un lato le precedenti amnistie fiscali vengono definite “successi documentati“, dall’altro qualche dubbio sembra venire sollevato relativamente all’entità dell’imposta sui capitali che tornano:

Gli italiani nascondono ingenti somme di denaro all’estero. Berlusconi ora vuole riportare questi soldi in Italia con una legge – e con un’imposta di solo il cinque per cento. (..) Con l’amnistia il governo di Roma conta di riportare in Italia fino a tre miliardi di euro. Denaro che, secondo i commentatori italiani, proverrebbe in primo luogo da banche del Ticino in Svizzera. (..) Già due volte negli ultimi anni Berlusconi ha cercato, con delle sanatorie fiscali, di far rientrare in Italia del denaro. Due simili provvedimenti nel 2001 e nel 2003 portarono sui conti correnti italiani capitali per un totale di 90 miliardi di euro. In quel periodo si trattava soprattutto di denaro nero che nel corso degli ultimi decenni era stato portato all’estero per non pagare le imposte in Italia. All’epoca, il Ministero delle Finanze basò la sua campagna di rientro del denaro su un classico – la nostalgia per il paese dove fioriscono i limoni

Swissinfo.ch ha comprensibilmente espresso preoccupazione, titolando “La Svizzera rischia grosso” un articolo in cui poi invece si tende almeno in parte a minimizzare:

Più di cinque miliardi di franchi svizzeri potrebbero tornare in Italia grazie alla terza amnistia fiscale decretata da Roma. La Svizzera osserva con attenzione, perché una buona parte di questo denaro uscirà dai forzieri delle sue banche. (..) Mentre la Svizzera non osa nemmeno prendere in considerazione l’idea di pronunciare un’amnistia fiscale federale, quarant’anni dopo il primo provvedimento di questo tipo, preso nel 1969 (e che aveva portato a recuperare 11 miliardi di franchi), l’Italia è da parte sua al suo terzo provvedimento in meno di nove anni. I due scudi Tremonti del 2001 e del 2003 avevano determinato il rimpatrio di circa 80m miliardi di euro nella Penisola. Ma più del 60% degli averi italiani che avevano lasciato la Svizzera erano stati abilmente recuperati dalle banche elvetiche, che si erano prese la briga di aprire degli sportelli on shore in Italia. Anche questa volta, una parte di questa fortuna di ritorno potrebbe seguira la stessa strada. (..) Aspettand, con l’aiuto della prudenza e del torpore estivo, l’annuncio del decreti Tremonti non ha (ancora) suscitato ondate di panico. Forti dell’esperienza delle due precedenti amnistie, i banchieri del Ticino (terza piazza finanziaria elvetica) si aspettavano lo scudo III e hanno avuto il tempo di preparsi

Anche l’Economist è intervenuto sul tema, con toni più che altro critici, nel contesto di un articolo in cui, come spesso accade, si cercavano di enumerare le possibili ragioni di questo fenomeno inspiegabile all’estero che è il perdurante successo elettorale di Silvio Berlusconi:

C’è un ulteriore spiegazione, citata di rado, che eventi recenti hanno messo in evidenza: molti elettori, inclusi alcuni critici di Berlusconi, lo vedono come “soft” sull’evasione fiscale, e così votano per lui per interesse personale. I sostenitori di questa teoria mettono spesso in evidenza l’inaffidabilità degli exit poll italiani, che producono risultati spostati verso sinistra. Alcune delle persone che votano per il partito di Berlusconi mentono ai sondaggisti perché se ne vergognano. L’evasione fiscale era una delle accuse contro Berlusconi in un processo che è stato sospeso l’anno scorso quando il suo governo ha approvato una legge per dargli l’immunità. Ma benché porre freno agli evasori non fosse una priorità del suo governo del 2001-2006, è ufficialmente uno degli scopi dell’attuale (il tesoro ha bisogno di entrate per fermare l’esplosione del debito pubblico). Destando poca sorpresa, questa settimana sono state espresse critiche quando sono trapelati i dettagli di uno scudo fiscale per far rientrare dall’estero i fondi nascosti dagli italiani nei paradisi fiscali. (..) Il Governo Berlusconi ha già silenziosamente fatto una serie di modifiche legislative che secondo i critici renderanno più difficile scoprire l’evasione tra i lavoratori autonomi, i professionisti e i piccoli imprenditori

Per venire infine alla pubblicazioni delle registrazioni delle conversazioni tra Patrizia D’Addario e il premier, va notato innanzitutto che esse hanno avuto una vasta risonanza (così come la notizia del calo di popolarità del Cavaliere sotto il 50% riportata ieri da Repubblica) e sono state quasi istantaneamente tradotte nelle principali lingue straniere.

L’impressione condivisa dalle testate estere è quella della chiusura per Berlusconi di una fase felice rappresentata dal G8 de L’Aquila. Così si è espresso ad esempio il Guardian:

Se Silvio Berlusconi pensava di essersi scrollato di dosso lo scalpore causato dalle accuse di aver fatto uso di escort, ha avuto oggi una brutta sorpresa. Il primo ministro italiano è riuscito con successo nelle scorse settimane a schivare e deviare le scandalose accuse circa le sue supposte relazioni, aiutato da un opportuno vertice internazionale che gli ha dato modo di mostrare le sue virtù di uomo di Stato, senza menzionare il suo impegno nell’affrontare le conseguenze del terremoto de L’Aquila. Ma oggi non si parla che di escort, letti giganti e suggerimenti di menage-à-trois. (..) Tuttavia le registrazioni includono anche munizioni per i sostenitori di Berlusconi. Aveva affermato di non aver mai pagato per avere sesso, e insistito sul fatto di non essere stato al corrente del fatto che le donne che venivano alle sue feste venissero ricompensate. Nella chiamata con Tarantini, la D’Addario gli dice che tutto è andato bene, aggiungendo: “Però nessuna busta”. C’è un altro aspetto relativamente al quale le registrazioni potrebbero aiutare Berlusconi. Esse implicano che il 72enne miliardario e politico, che ha avuto un cancro alla prostata, ha nonostante tutto una notevole resistenza sessuale. Resta da vedere se questo ispirerà più ammirazione che censura da parte degli italiani medi

La notizia degli scandali berlusconiani sembra mettere in questione la possibilità per l’Italia di pronunciare critiche autorevoli verso gli altri paesi anche nel cosiddetto Terzo Mondo. Prendiamo ad esempio quanto scritto dal quotidiano cubano Juventud Rebelde (giornale di un paese che peraltro, ci preme ricordarlo, non brilla certo per libertà della stampa):

La ministra italiana del Turismo Michela Vittoria Brambilla è «seriamente preoccupata» per il turismo sessuale. Brava! – ho pensato – alla fine qualcuno critica dall’interno il governo del primo ministro Silvio Berlusconi, i festini a base di cocaina, champagne e pochi vestiti a cui parteciapano minorenni e giovani immigrate dell’Est Europa nelle residenze del governante italiano. Ma non è così. Continuo a leggere e mi accorgo che la Brambilla si «affligge» perché il fenomeno riguarda «tre milioni di bambini nel mondo, di paesi del Sudamerica come Cuba, Brasile e Repubblica Dominicana»… (..) Ha voluto vedere la pagliuzza nell’occhio altrui senza rendersi conto della trave nel suo, quanto basta per non poter leggere con chiarezza i report della ONG Save the Children. Uno di questi, del 2008, informa che centinaia di bambini e adolescenti di ambo i sessi, provenienti maggiormente da Nigeria e Romania, ma anche da altri posti (in particolare Albania), soffrono in territorio italiano varie forme di abuso, da quello sessuale fino ai lavori forzati e all’espianto degli organi vitali. (..)Secondo il quotidiano inglese The Guardian, nel nord del paese, nell’area compresa tra Padova e la meravigliosa Venezia, si calcola che esiste un 20% di prostitute minorenni, rispetto al 5% nel resto delle altre città italiane

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