Sull’epidemia di influenza intollerabili parole in libertà. Avvenire critica la strategia del Governo Berlusconi

Stamattina, mentre leggevo Avvenire, mi è saltato agli occhi un articolo di Elio Maraone sull’argomento del giorno: la pandemia di influenza (nuova influenza, influenza suina, virus H1N1, etc etc).Secondo il giornale cattolico, è chiaro che la stonatura di Fazio esige non soltanto il richiamo all’ordine del medesimo, ma una correzione di rotta generale, ossia l’adozione


Stamattina, mentre leggevo Avvenire, mi è saltato agli occhi un articolo di Elio Maraone sull’argomento del giorno: la pandemia di influenza (nuova influenza, influenza suina, virus H1N1, etc etc).

Secondo il giornale cattolico, è chiaro che la stonatura di Fazio esige non soltanto il richiamo all’ordine del medesimo, ma una correzione di rotta generale, ossia l’adozione e il rispetto da parte dell’intero esecutivo di una strategia comunicativa all’altezza dei bisogni, che sono molti e crescenti, del Paese. Vogliamo dire che sarebbe desiderabile, anzi doveroso, che l’esecutivo si rivolgesse ai cittadini con una sola voce; che non soltanto in questo (cioè del diffondersi del virus H1N1) o in altri frangenti più o meno drammatici, ma anche nelle fasi più tranquille della vita nazionale il governo sapesse parlare con una voce limpida, coerente, consapevole, avveduta, responsabile, insomma in grado di guadagnare e mantenere, specialmente nei casi di emergenza, la fiducia degli italiani nella capacità dello stesso di far fronte, appunto, anche all’emergenza.

Il richiamo ad una comunicazione più chiara e meno ambigua, almeno quando si tratta di questioni serie, parte dalle dichiarazioni di Fazio: Con meno di dieci parole («Non è escluso un rinvio della riapertura delle scuole»), accennando alle possibili conseguenze di un’epidemia di influenza A, il viceministro alla Salute è riuscito a turbare il weekend di molte famiglie, a gettare lo scompiglio nel governo e a mettere a rischio la propria, attesa promozione a numero uno della Sanità.

In effetti la critica di Avvenire pare sensata: forse sarebbe ora che dai responsabili della sanità arrivassero indicazioni chiare sulla reale gravità della situazione.

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