Silvia Demciuc: i Ris alla ricerca di tracce del killer

“Era venuta qui per cercare il paradiso, ma ha trovato l’inferno”. Così ha ricordato in un’omelia Don Massimo Fumagalli, il parroco di Oggiono, dove Silvia Demciuc viveva, e dove quasi tutti ignoravano la sua vera professione credendola una giovane praticante legale. Le indagini – dopo la svolta dei giorni scorsi, quanso si è avuta la

“Era venuta qui per cercare il paradiso, ma ha trovato l’inferno”. Così ha ricordato in un’omelia Don Massimo Fumagalli, il parroco di Oggiono, dove Silvia Demciuc viveva, e dove quasi tutti ignoravano la sua vera professione credendola una giovane praticante legale.

Le indagini – dopo la svolta dei giorni scorsi, quanso si è avuta la conferma che Silvia Demciuc conosceva anche le altre due vittime dei mesi scorsi, Luminita Dan e Ionela Dragna – continuano, ed ora I Ris sono alla ricerca di tracce che possano dare un volto al presunto serial killer che starebbe operando sulla Novedratese.

Sapeva di essere in pericolo di vita Silvia Demciuc. La 25enne prostituta moldava, trovata cadavere domenica in un bosco della Val de Lui, a Perledo di Lecco, lo aveva confidato agli investigatori quando l’avevano sentita nell’ambito delle indagini sul duplice omicidio delle due colleghe.

La ragazza avrebbe anche raccontato di una violenta faida in corso fra bande: da una parte albanesi, dall’altra romeni in lotta per il controllo della prostituzione nel triangolo Lecco-Milano-Como, soprattutto lungo la Novedratese, una strada statale nel Comasco.

Così spiega gli ultimi sviluppi “La Repubblica“. Forse una faida all’origine delle tre prostitute uccise? Ma non ci sarebbero modi meno complicati per sbarazzarsi di un cadavere, come sottolineava Pietro Colaprico in un pezzo di qualche giorno fa?

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