Rugby & Razzismo: l’Urbe Roma respinge le accuse

Dopo le accuse di domenica da parte del Pamphili Rugby arriva la replica dell’Urbe, che nega di aver insultato con epiteti razzisti i propri avversari.

E’ stata la notizia negativa del weekend ovale e ora, seppur dopo quattro giorni di silenzio, l’Urbe Roma ha deciso di rispondere alle accuse di razzismo. Ecco, dunque, il comunicato pubblicato dal club capitolino sulla propria pagina Facebook e che racconta la sua versione dei fatti.

In questi giorni la nostra squadra è stata al centro di attacchi mediatici provenienti da ogni direzione, siamo stati messi alla berlina e dipinti da molti come un gruppo di giocatori razzisti e incivili, privi di ogni etica e rei di infangare lo sport che pratichiamo con tanta passione. Abbiamo letto e ascoltato, siamo stati pazienti e in silenzio, anche se ci è costato moltissimo non poterci difendere, perché l’istinto primario ci avrebbe suggerito di gridare ad alta voce le nostre ragioni, ma la notte porta consiglio e abbiamo capito che così facendo avremmo dato vita ad un inutile ping pong mediatico di accuse e controaccuse del tutto sterili, perché come disse un saggio comico americano, se vuoi giungere alla verità, di regola, ascolta le due “campane” e non credere a nessuno delle due.

Abbiamo quindi deciso di aspettare il parere di un giudice imparziale e super partes che non lasciasse adito a dubbi o speculazioni, ovvero la giustizia sportiva. Oggi finalmente, dopo un’attesa sembrata interminabile, la Federazione Italiana Rugby ha pubblicato il comunicato del Giudice Sportivo relativo alle gare di domenica scorsa. Abbiamo aperto il file del comunicato federale in trepidante attesa, certi di trovare quello che ci aspettavamo di trovare, ovvero niente, assolutamente niente, e così è stato. Nessun riferimento o segnalazioni da parte dell’arbitro di comportamenti razzisti o frasi ingiuriose rivolte dai giocatori della Roma Urbe Rfc ai propri avversari, ma solo la squalifica comminata ai danni del giocatore del Villa Pamphili, per altro inasprita in quanto l’atleta risulta recidivo.

Sono stati quattro giorni molto lunghi, ma adesso che abbiamo in mano le prove concrete dell’assurdità delle dichiarazioni dei dirigenti del Villa Pamphili possiamo dire la nostra senza temere di essere smentiti. Quello che è successo domenica scorsa in campo nulla ha a che vedere con questioni legate a problemi di tipo razziale. Lo scambio di opinioni che ha portato all’espulsione del giocatore del Villa Pamphili è nato esclusivamente da episodi di gioco e non come si è voluto far credere, da fantomatici e ripetuti insulti rivolti dalla nostra squadra ai ragazzi di colore avversari che esaperati avrebbero reagito alle nostre provocazioni.

Probabilmente è stato un tentativo da parte della società del Villa Pamphili di giustificare l’insensato comportamento del proprio giocatore che dopo aver subito un paio di placcaggi robusti, ma giudicati regolari, ha perso la testa scagliandosi contro il nostro estremo colpendolo ripetutamente con i pugni senza che questi reagisse in alcun modo. Prova ne è il fatto che una volta calmati gli animi l’arbitro abbia punito solo il comportamento violento del giocatore di casa senza prendere alcun provvedimento nei confronti dei giocatori ospiti. Ci preme inoltre portare a conoscenza di tutti, il comportamento messo in atto alla fine della gara dai giocatori del Villa Pamphili, che prima hanno aspettato fuori dallo spogliatoio il nostro estremo per insultarlo e poi si sono sottratti al terzo tempo lasciandoci da soli a bordo campo. Certo non il comportamento sportivo che ci si aspetterebbe da coloro che hanno scagliato la prima pietra.

Insomma, questa è la versione dell’Urbe Roma. Ovviamente diametralmente opposta a quella di Villa Pamphili. L’arbitro non ha sentito insulti e, dunque, non li ha inseriti nel referto. Ma, questo, era scontato anche prima del comunicato del giudice sportivo, altrimenti avrebbe dovuto prendere provvedimenti direttamente sul campo. Montatura dei padroni di casa (che però hanno vinto il match 48-0, ndr.) o errore arbitrale?

Dopo la squalifica di Mosese, il Villa Pamphili ha confermato le accuse (“Tre giornate sono troppe. […] Dopo la partita eravamo scossi per quello che era accaduto. Una cosa del genere non si era mai vista” ha dichiarato il presidente al Corriere). Mentre l’Urbe, come abbiamo letto, nega ogni addebito. Quel che è certo, però, è che a Roma si è scritta una brutta pagina di rugby.

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