Scioperano i dipendenti dello spettacolo davanti Montecitorio

A poche ore dal primo sciopero organizzato dai dipendenti di Mtv Italia, spiegato nei giorni scorsi dai colleghi di tvblog.it, davanti a Montecitorio si riuniranno a partire dalle 17.00 gli uomini e le donne dello spettacolo per protestare contro i tagli previsti dal Governo sul Fus (il Fondo Unico per lo Spettacolo).Stando a quanto scritto

A poche ore dal primo sciopero organizzato dai dipendenti di Mtv Italia, spiegato nei giorni scorsi dai colleghi di tvblog.it, davanti a Montecitorio si riuniranno a partire dalle 17.00 gli uomini e le donne dello spettacolo per protestare contro i tagli previsti dal Governo sul Fus (il Fondo Unico per lo Spettacolo).

Stando a quanto scritto questa mattina su L’Unità dal critico cinematografico Alberto Crespi la riduzione di altri 130 milioni di euro potrebbe non garantire al cinema italiano la sopravvivenza.

Nell’editoriale Crespi, avvallando le dichiarazioni fatte dal regista Giuliano Montaldo, sostiene che la causa principale di questa crisi sia dovuta al sistema commerciale imposto dal Premier Silvio Berlusconi con le proprie televisioni.

Ma è proprio vero? Probabilmente no. Anzi. È vero il contrario. Stando ai tanti ragionamenti che puntualmente si fanno sui palinsesti estivi, nei quali vengono programmati i film che non potrebbero garantire alle reti generaliste share commercialmente validi, la cattiva condotta della televisione non a pagamento ha riavvicinato il cittadino al cinema.

Lo sa bene Ferzan Ozpetek che negli ultimi dieci anni si è spostato dai Bellissimi di Rete 4 alla grande distribuzione.

Chi di cinema vive, e spesso meglio di molti dipendenti statali, sa che si tratta di business. Matteo Garrone dopo Gomorra, sconfessando evidentemente il valore educativo del cinema a cui si appella Crespi, si dedicherà ad un progetto su Fabrizio Corona.

Domenico Procacci, come raccontato in un recente numero di Rolling Stone, calibra il tempo delle proprie interviste in proporzione della tiratura della testata che lo contatta. E così via.

The show must go on. A volte per raccontare il Truman Show. Altre per spiegare chi era Charlie Chaplin e perché i suoi Tempi Moderni sono stati considerati tali.

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