Gabriele Basilico. Ritratti di architettura. La bella architettura tra attonite sospensioni e stupite fissità

Se vi piace la Fotografia di Paesaggio, Ritratti di architettura. La bella architettura tra attonite sospensioni e stupite fissità, è molto di più. Già il nome, della mostra fotografica di Gabriele Basilico, è tutto un programma, indicativa dell’atmosfera che caratterizza il centinaio di fotografie vintage in mostra, scattate a partire dalla fine degli anni settanta.

di cuttv


Se vi piace la Fotografia di Paesaggio, Ritratti di architettura. La bella architettura tra attonite sospensioni e stupite fissità, è molto di più. Già il nome, della mostra fotografica di Gabriele Basilico, è tutto un programma, indicativa dell’atmosfera che caratterizza il centinaio di fotografie vintage in mostra, scattate a partire dalla fine degli anni settanta.

Visibile fino al 31 luglio, negli spazi della Galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna di via dei Banchi Vecchi 61, il percorso espositivo a cura di Francesco Moschini e del Coordinamento di Valentina Ricciuti e Gabriel Vaduva, segue con sequenza cronologica, la ricerca che ha spinto questo grande fotografo ben oltre le derive del documentarismo, con i suoi paesaggi industriali ed urbani in bianco e nero che non si limitano a comunicare ma interpretano.

“Dalle immagini delle architetture milanesi del ventennio 1919-1939, cosi ben indagate a suo tempo da Fulvio Irace e Vittorio Gregotti, in una “preziosa edizione” del 1985, attraverso le opere, tra gli altri di Giovanni Muzio, Aldo Andreani, Gio Ponti e Piero Portaluppi, a quelle della risoluta operosità nel “ricostruire” di cui ha parlato Alberto Savinio, passando per le sue straordinarie riletture delle architetture di autori come Giuseppe Vaccaro, Giuseppe Terragni, Franco Albini e Luigi Moretti, e degli architetti della Ricostruzione fino ai “Cavalieri rampanti” degli anni settanta come Vittorio Gregotti, Carlo Aymonino, Giancarlo de Carlo e Aldo Rossi, per giungere ai suoi più recenti sguardi rivolti alla generazione successiva degli architetti appena citati sino alla “discrezione” della Scuola Portoghese”

Nell’immagine, i due manifesti della mostra, il primo dedicato alle architetture degli anni ’20, affiancato al secondo dedicato alle architetture del secondo dopoguerra. Entrambi sono frutto del montaggio stampato su carta fotografica, firmato e datato da Gabriele Basilico, 2 aprile 2009. Il Design è di Valentina Ricciuti e misurano 80×70 cm. Potete sbirciare ben 16 foto della mostra, corredate di didascalia nella gallery on line di Roma.Repubblica.it ma se non vi bastano non vi resta che fare un salto alla mostra. Interessante per gli appassionati del genere.