Rugby & Razzismo: Sud Africa nei guai “Troppi neri, rischiate sanzioni”

Le “quote nere” imposte nella Vodacom Cup sarebbe una chiara disciminazione, che va contro le regole del Cio e dell’Irb.

E alla fine il politicamente corretto finì in fuorigioco. La politica delle “quote nere” del Sud Africa, dove i club che partecipano alla Vodacom Cup sono obbligati (ripeto, obbligati!) a schierare un numero minimo di giocatori neri, potrebbe non piacere al Comitato Olimpico e all’Irb.

Nello sport olimpico (e ora il rugby ne fa parte) la discriminazione razziale è inaccettabile e porta a conseguenze gravi. Ebbene, anche se molti non se ne accorgono, ma inserire quote (di qual si voglia genere) significa inserire una discriminante nella selezione degli sportivi.

C’è poca differenza, da un punto di vista formale, dall’escludere una determinata etnia dal poter partecipare a un torneo o, al contrario, obbligare i club a includerla, al di là delle qualità sportivi e del merito. Insomma, le quote nere sudafricane sono una discriminazione. Punto.

Così la pensa anche l’AfriForum, un’associazione per i diritti civili, che ha evidenziato come l’obbligo per i club della Vodacom Cup di schierare un numero minimo di giocatori neri vada contro i principi del Cio e dell’Irb. Secondo l’Afriforum, inoltre, le quote non integrano i neri nel rugby, ma semplicemente obbligano a schierare i neri già giocatori. Non solo, ma la discriminazione al contrario ha un effetto negativo, visto che penalizza i neri, le cui qualità verranno messe in dubbio, con l’incertezza se siano in campo per merito o solo per raggiungere la quota minima.

Credit image by Getty Images

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+

I Video di Blogo