Pro 12: Treviso, Zatta deluso “Manca la cattiveria” (e certezza sul futuro)

Il presidente della Benetton non nasconde la propria delusione per un avvio di stagione non all’altezza. Ma di sicuro i tentennamenti federali non aiutano.

Due vittorie, lontane però due mesi, tante sconfitte e un pareggio arrivato contro un Cardiff rimaneggiato. La stagione della Benetton Treviso non è certo da incorniciare fino a oggi e il presidente Zatta non nasconde il suo disappunto. Ma evita polemiche e non parla di uno dei veri problemi.

“Una situazione un po’ pesante – racconta Zatta al Gazzettino – di imbarazzo e di disagio. Se guardiamo la classifica ci accorgiamo che abbiamo sciupato buone occasioni. […] Purtroppo la squadra non sta dando quello che dovrebbe” le parole del numero 1 di Treviso.

“La situazione persiste da tempo, bisogna affrontarla di petto. In campo commettiamo troppi errori. Se avessimo affrontato avversari ben al di sopra ci saremmo messi il cuore in pace ma non è così. Le squadre che abbiamo incontrato non sono tanto più forti di noi e una considerazione che ho fatto vedendo le partite di quest’anno è che manca quella fame agonistica che negli anni passati ci distingueva. Qualcosa si è inceppato e adesso urge correre ai ripari perché la situazione non degeneri” conclude Zatta. Sabato sera, però, a Monigo c’era un altro refrain che si rincorreva, anche tra i giocatori.

L’assenza di certezze sul futuro, la Fir che non dà risposte sulla partecipazione italiana nella Pro 12 del futuro crea incertezza e preoccupazione tra i giocatori. Tolti i talenti che sanno di avere facilmente mercato all’estero, infatti, per buona parte della rosa biancoverde la paura è quella di perdere il treno del rugby d’elite, internazionale. Preoccupazioni che, probabilmente, si ripercuotono anche in campo. Il che, va detto, non dev’essere un alibi per prestazioni non all’altezza e per la mancanza di “cattiveria”, ma non dev’essere dimenticato. Treviso non si è rinforzata come doveva quest’estate e i giocatori vivono nell’incertezza perché non si può programmare. E questa, ahimè, non è colpa né di Zatta né dei giocatori.

Credit image by Elena Barbini

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+

I Video di Blogo