Affari italiani: il Coni e quei segreti della Fir

Una frase detta ieri da Giovanni Malagò, numero 1 dello sport italiano, rischia di far scoppiare un clamoroso scandalo che coinvolge Alfredo Gavazzi e la Fir.

Non sapevo che ci fosse anche una candidatura veneta”. Sì, avete letto bene. Non sapeva che ci fosse una candidatura ufficiale per un Mondiale in Italia. Di chi stiamo parlando? Di Giovanni Malagò, il presidente del Coni, cioè il numero 1 dello sport italiano, cioè colui cui tutte le Federazioni, compresa la Fir, dovrebbero fare riferimento.

“Non sapevo che ci fosse anche una candidatura veneta per ospitare i campionati del Mondo di rugby nel 2015. Di questo mi scuso, però la Federazione Rugby deve prendersi le sue responsabilità e invece di farsi la guerra tra tanti campanili, perché non organizzarlo sia in Veneto che in Lombardia?” ha detto ieri Malagò a Rovigo.

La Federazione deve prendersi le sue responsabilità. E deve prendersele, in primis, Alfredo Gavazzi. Che ora deve spiegare come mai il numero 1 dello sport italiano fosse ben a conoscenza (ne ha parlato più volte, ndr.) di una candidatura lombarda, mentre era stato tenuto all’oscuro di una candidatura alternativa. 

La notizia rimbalzata nella serata di ieri è di una gravità assoluta. E’ qualcosa di clamoroso, qualcosa di imbarazzante per il governo del rugby. L’organizzazione di un Mondiale, per quanto juniores, è qualcosa di importante, qualcosa che non va affrontato tra le quattro mura federali, ma che coinvolge le istituzioni pubbliche e sportive. Coni in primis. “Non sapevo che ci fosse anche una candidatura veneta” ha detto Malagò. Una frase che è un macigno. E che Alfredo Gavazzi dovrà spiegare.

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