Italrugby: equiparabili, si va a caccia nel Pacifico

La Fir ha inviato emissari nelle Fiji e Samoa alla ricerca di giovani talenti da importare.

italia caccia nelle samoa

In principio fu Nick Mallett, che arrivato in Italia parlò di portare un gruppo di ragazzini sudafricani in Italia per equipararli. Poi, appena eletto, fu Alfredo Gavazzi a puntare l’attenzione sulle Isole del Pacifico, dichiarando che “non mi scandalizzerei se prendessimo qualche giovane isolano e gli facessimo completare un percorso di formazione qui”. Ora, però, dalle parole la Federazione è passata ai fatti.

A scriverlo è il Gazzettino, che ha sentito proprio il numero 1 della Fir, il quale ha confermato che nelle ultime settimane Carlo Checchinato è stato alle Samoa (in concomitanza con l’Italia, ndr.), mentre Franco Ascione è stato nelle Fiji. Entrambi hanno parlato con diversi responsabili locali per trovare alcuni prospetti giovani da portare in Italia – in Eccellenza – con l’obiettivo di renderli equiparabili entro i prossimi tre anni.

Ma l’idea della Fir va oltre il semplice “rugbymercato” nei mari del Sud. Sempre secondo Ivan Malfatto, infatti, il progetto a lungo termine sarebbe quello – fatto da poco anche dal club francese Brive – di aprire una vera e propria Accademia nelle Isole del Pacifico, per costruire i giocatori di domani.

Una politica che non mancherà di scatenare polemiche, questo è ovvio. Perché è vero che ‘così fan tutti’, visto che da sempre anche le nazioni regine del rugby mondiale pescano a piene mani nel pacifico (non solo la Nuova Zelanda, ma anche l’Inghilterra e la Francia, ndr.), ma è anche vero che questa sembra una scorciatoia di fronte al fallimento della politica juniores azzurra. Altra polemica, poi, verrà scatenata da chi parla di conflitto d’interessi, visto che per quel che riguarda Tonga “il rapporto è già avviato dal titolare della Ghial, sponsor del Calvisano”. Ma questa è un’altra storia…


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