Affari italiani: Palermo chiude al rugby, scontro con Comune e Coni

La Lega Calcio ha detto “niet” al test match tra Italia e Samoa, ma a Palermo si punta il dito contro Zamparini.

Chi non vuole il rugby al Barbera? Il test match tra Italia e Samoa non si disputerà (salvo sorprese) a Palermo dopo che la Lega Calcio ha dato parere negativo sull’utilizzo del Barbera per una partita di rugby. Tutto a posto così? No, perché la tensione nel capoluogo siciliano è altissima e la decisione del governo del calcio appare solo una foglia di fico.

In primo luogo, perché il parere della Lega è – appunto – un parere. Non vincolante. Insomma, loro dicono che il terreno è a rischio, ma il Palermo Calcio (che ha in gestione il Barbera, con potere decisionale sull’usufrutto) può fare ciò che vuole. E Massimo Zamparini ha deciso di dire no. Una scelta che per il Coni e per il Comune di Palermo è un suicidio sportivo e d’immagine, oltre che una decisione in primis di Zamparini, ma nascosta dietro la foglia di fico della Lega.

“Il Comune di Palermo prende atto con rammarico che a novembre non si potrà disputare a Palermo una partita di rugby con la Nazionale italiana a causa del parere negativo che la Lega Calcio ha comunicato ai gestori dello stadio “Renzo Barbera”. Il sindaco Leoluca Orlando ha convenuto con l’assessore alla sport Cesare Lapiana che si sta così perdendo una importante occasione per Palermo e hanno deciso che, al rinnovo della concessione dello stadio, si inserirà una clausola che garantisca al Comune la possibilità di utilizzare l’impianto per alcune manifestazioni sportive di livello nazionale”.

Questa una nota uscita dagli uffici del sindaco Leoluca Orlando. Una nota all’apparenza diplomatica, ma che nella parte finale lancia un duro attacco al Palermo Calcio. La ‘minaccia’ di inserire una clausola per l’utilizzo dell’impianto significa, di fatto, togliere potere decisionale alla società calcistica. Se, poi, si pensa che l’accordo scade il 9 settembre, per assurdo il Comune potrebbe far valere questa clausola e disporre di far giocare Italia-Samoa al Barbera.

Durissimo anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, che va all’attacco del Palermo e della Lega.

“La Lega calcio poteva chiedere tutte le garanzie per non rovinare il campo, ma dire un no aprioristico è una scelta sbagliata. A Roma, dove ci sono due squadre che giocano in serie A, è stato dimostrato che giocando il sabato, la domenica si possono giocare le partite del Sei Nazioni. Non è un semplice test match. Dire di no è una scelta sbagliata. Non mi risulta che in Sicilia ci siano tante iniziative per promuovere lo sport e che si può rifiutare un’occasione del genere. Parliamo sempre di crisi, ma se anche il sistema sport e le varie istituzioni non danno una mano…”.

Insomma, lo scontro è appena iniziato, ma promette scintille nei prossimi giorni. E, intanto, l’Italrugby è alla ricerca di uno stadio pronto ad accoglierla. Sempre che agronomi e politica non ci si mettano in mezzo.


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