Sport & Doping: il Wada raddoppia le pene, ma il rugby insegue sempre

Da 2 a 4 anni di squalifica per chi viene pescato positivo a un controllo antidoping. Il calcio introduce il passaporto biologico, ma il rugby dov’è?

A Johannesburg si è tenuta la conferenza mondiale sul doping della Wada, l’Agenzia antidoping, e al di là delle parole la notizia più importante è l’innasprimento delle pene per chi viene pescato a imbrogliare.

Passa, infatti, da 2 a 4 anni la squalifica per chi risulta positivo a un controllo antidoping, mentre per la seconda positività c’è la radiazione. Ovviamente, con le attenuanti (diverse pene sono previste per chi viene pizzicato dopo l’assunzione di cannabis o epo, ndr.) possibili, mentre un altro importante passo avanti nella lotta antidoping prevede la possibilità che la Wada conduca indagini in proprio ed esamini l’entourage dell’atleta, come medici e allenatori.

A margine della conferenza di Johannesburg la notizia che anche la Fifa (la federazione internazionale che guida il calcio, ndr.) ha adottato il passaporto biologico. Una notizia importante che allinea il calcio ad altre 35 federazioni che lo fanno, anche se sono veramente pochi gli sport che usano in maniera seria il passaporto biologico (ciclismo, atletica, sci di fondo). Tra queste, purtroppo, non c’è il rugby, dove la strada per una vera lotta al doping è ancora molto lunga.

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