Elezioni 2013: la guida al programma del PD per circoli (e candidati)

Le Faq del Partito Democratico

di guido

C’erano una volta i programmi elettorali. Prima venivano custoditi nelle segreterie di partito e illustrati per sommi capi, poi, nell’era di Internet, è scattata la corsa a pubblicarli in nome della trasparenza. Con risultati a volte controproducenti: resta celebre il caso del programma dell’Unione di Romano Prodi nel 2006, un mattone di 281 pagine, più simile a un testo universitario che a un documento per spiegare agli elettori cosa intendeva fare la coalizione. Dopo quella debacle, i partiti hanno imparato se non altro a essere più “snelli” nello stilare i programmi.

Un’ulteriore trasformazione avviene ora con il documento pubblicato oggi da Repubblica, 16 pagine in cui viene dettagliato il programma tramite una serie di domande sui temi “caldi” della campagna elettorale. Si tratta di un documento inviato ai circoli PD, e che quindi dovrebbe servire ai segretari locali e ai funzionari per spiegare il programma agli elettori, ma non sfugge il fatto che, per come sono formulate, queste faq assomigliano molto a delle risposte preconfezionate per i candidati alle prese con interviste. Quindi non meravigliamoci se spesso gli esponenti PD – a cominciare dal segretario Bersani ieri sera a Piazzapulita – danno risposte così simili. Vediamo qualche punto saliente.

Per cominciare, una curiosità: il programma PD, quello ufficiale, è composto da 4 pagine che raccoglie i principali macro-temi: le Faq hanno invece 11 pagine di testo e vanno molto più nel dettaglio anche su questioni non toccate dal programma. Per esempio il tema del fine-vita:

Cosa pensate di fare sul tema del fine vita?
Noi crediamo che – senza alcuna ipotesi che possa far pensare all’eutanasia – si debba però trovare il modo di preservare la dignità della persone nella fase finale della loro vita

Risposta che francamente non vuol dire granché. Ma anche su altri temi, è difficile trovare risposte e cifre certe. Sulla questione degli F-35, per esempio:

Bisogna assolutamente rivedere il nostro impegno per gli F-35. La nostra priorità in questo momento è il lavoro.

Il lavoro, appunto. Essendo la priorità, ci si aspetterebbe parole chiare e ferme. Vediamole:

Più importante delle norme sul lavoro è la possibilità di dare oggi più lavoro. […] A cominciare dalla possibilità, per i comuni con un bilancio in equilibrio, di poter avviare opere già pronte per la realizzazione e che siano utili. Per esempio, ristrutturazione del patrimonio abitativo, pubblico e privato. Salvaguardia del territorio. Riconversione energetica. Riflessi della politica industriale e dell’impegno nella green economy (vedi politica industriale)

Per quanto riguarda l’abolizione delle due riforme Fornero su lavoro e pensioni, il PD si affida come sempre alla moderazione. Ricordate quando Prodi, sempre nel 2006, diceva di voler usare “il cacciavite” e non il piccone sulle riforme di Berlusconi? Ecco, siamo lì:

Noi non intendiamo toccare la riforma dell’articolo 18 nella formulazione alla tedesca. Vanno viste meglio le norme per garantire l’ingresso dei giovani al lavoro e per ridurre la precarietà.[…] Per noi va completata la copertura del problema esodati. Nel medio-lungo periodo pensiamo che sia necessario rendere il sistema pensionistico più flessibile, ferma restando l’attenzione alla assoluta stabilità finanziaria, e prevedendo anche forme di invecchiamento attivo.

Infine l’immigrazione:

Rendendo impossibile la regolarità, la destra ha di fatto favorito la clandestinità. Occorre voltare pagina e avviarci verso una legislazione saldamente ancorata alla migliore tradizione europea.

Anche in questo caso, come per il fine vita, tanto valeva scrivere “bisogna fare qualcosa”.

Faq PD