Rugby a Milano: Vigorelli, il Comune si rivolge al Tar

Il progetto per un nuovo stadio multifunzionale è bloccato dal Ministero dei Beni Culturali.

Nuova tappa nella vicenda tutta italiota del velodromo Vigorelli di Milano. Mentre si aspetta che da Roma qualcuno si svegli e sblocchi un progetto che da mesi sta facendo la muffa, infatti, il Comune di Milano ha deciso di rivolgersi al Tar per impugnare lo stop imposto dal Ministero dei Beni Culturali.

La storia è nota: il Comune di Milano ha deciso un paio d’anni fa ormai di ristrutturare lo storico Velodromo Vigorelli, dove si sono visti i più importanti ciclisti della storia, ma che da oltre un decennio è abbandonato a se stesso e, oltre a un po’ di football americano, il massimo che ha saputo proporre è uno spazio per la preghiera dei mussulmani.

Insomma, era il momento di ridare vita a una cattedrale nel deserto. Il progetto che ha vinto il bando nella scorsa primavera è avveneristico, prevede uno stadio/palazzetto multifunzionale, dove oltre al già citato football e al ciclismo, potranno venir disputati match di rugby, oltre a svariati altri sport. Il problema? Per farlo va smontata la storica pista di ciclismo (in verità ormai rovinata e inutilizzabile ad alto livello) per metterne una smontabile e più funzionale.

Apriti cielo. Le associazioni dei ciclisti e il Ministero dei Beni Culturali hanno alzato le barricate in nome della storia. Bloccando l’avvio dei lavori. E, così, il nuovo Velodromo che doveva vedere la luce nel 2016 resta lì, a marcire come ormai da troppo tempo. E mentre politicamente si cerca una soluzione il Comune di Milano ha deciso di impugnare la decisione romana con il ricorso al Tar.

Perché la storia è la storia e nessuno lo mette in dubbio. Ma il Vigorelli è, ormai, solo un residuato storico, inutile e ingombrante. Ristrutturarlo e renderlo multifunzionale è l’unica strada.

credit image by Getty Images

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+

I Video di Blogo