Bombe a Mogadiscio: guerriglia urbana nella capitale della Somalia

Attaccato anche l’aeroporto nel quale sono presenti militari e diplomatici italiani, nessun connazionale fra le vittime

Continuano le tensioni in Somalia. Ieri un gruppo di ribelli aveva condotto un attacco contro l’aeroporto di Mogadiscio dove sono di stanza, fra gli altri, il contingente italiano della Brigata Folgore a sostegno di EUTM (European Union Training Mission) Somalia, i rappresentanti della Presidenza del Consiglio e l’Ufficio Italiano per la Somalia. La notizia è stata resa nota dal ministro della Difesa Mario Mauro che ha comunicato che tutti gli italiani presenti nello scalo sono risultati illesi.

Oggi tre bombe sono esplose in rapida successione davanti al Jazira Palace, un hotel nelle vicinanze dell’aeroporto di Mogadiscio e del quartier generale dell’Onu. Alcuni testimoni hanno parlato di 5 vittime e di 10 feriti e, secondo fonti locali, si sarebbe trattato di attacchi portati a termine da kamikaze alla guida di autobombe.

Sembra probabile che gli autori dell’attacco siano i ribelli al-Shabab legati ad Al-Qaeda che nella loro strategia di guerriglia prediligono gli attacchi a siti frequentati da stranieri (come nell’attacco portato al Westgate Mall di Nairobi in settembre) e a sedi del governo.

Le prime due esplosioni sono avvenute a distanza di pochi minuti, mentre la terza esplosione si è verificata dopo un’ora.

Dal 1991, anno della caduta della dittatura di Siad Barre, la situazione politica della Somalia è estremamente instabile e il Paese, nonostante i progressi compiuti dal governo e l’aiuto della comunità internazionale, viene considerato un fallimento nella geopolitica del corno d’Africa.

Foto © Getty Images

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