Italia – Australia: Brunel “La miglior squadra per fermare i loro trequarti”

Il ct azzurro spiega le scelte per la formazione che domani alle 15 (con diretta su Sky Sport 3) affronterà i Wallabies a Torino.

Una linea dei trequarti molto giovane (età media 24 anni e spiccioli, ma ben tre under 23 su 5) e un pack d’esperienza (441 caps in otto, cioè 55 a testa mediamente). E’ questa l’Italia che proverà a fermare l’Australia domani a Torino. E Jacques Brunel spiega le scelte e cosa dovranno fare gli azzurri per provare a vincere.

“Abbiamo scelto la miglior formazione possibile in rapporto all’avversario che andiamo ad affrontare sabato, sulla base di quelle che sono le condizioni degli atleti e con l’intenzione di continuare ad allargare la rosa” ha detto il ct dell’Italia Jacques Brunel dopo l’annuncio della formazione che domani all’Olimpico di Torino inaugura i Cariparma Test Match 2013 affrontando l’Australia.

“C’è qualche problema fisico coi tallonatori, Ghiraldini ha un problema alla spalla che si sta risolvendo, mentre Giazzon ha recuperato da un infortunio a un occhio. Anche Castrogiovanni, rimanendo tra le prime linee, ha avuto qualche piccolo problema influenzale in settimana” ha detto il ct.

“L’Australia è sempre una grande squadra, tra le migliori al mondo: non ci sono troppe differenze con la squadra che abbiamo affrontato a Firenze l’anno scorso (vittoria australiana per 22-19) ma credo che dovremo essere ancora più attendi che l’ultima volta: in mediana schierano Cooper e Genia – ha aggiunto il tecnico degli azzurri – e una linea arretrata di enorme qualità. Nel Rugby Championship non sono partiti nel migliore dei modi ma hanno chiuso in crescendo, battendo nettamente l’Argentina; nell’ultima gara di Bledisloe Cup hanno segnato oltre trenta punti agli All Blacks, cosa non da tutti, e contro l’Inghilterra solo un episodio ha impedito loro di fare risultato”.

“Una delle chiavi della partita di sabato sarà limitare i loro trequarti, spezzare il loro ritmo, impedire di giocare in velocità” ha detto Brunel. “La mischia – ha concluso – non è una loro debolezza: non è il loro punto più forte, ma hanno saputo adattare questa fase statica al loro tipo di gioco con efficacia”.

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