Affari italiani: Gavazzi e Brunel, è la resa dei conti?

I test match estivi potrebbero essere decisivi per il futuro del tecnico sulla panchina dell’Italia?

Un articolo di giornale che apre scenari fino a ora inesplorati, o – meglio – che nessuno aveva messo nero su bianco, anche se le voci e i segnali si inseguivano da tempo. La Gazzetta dello Sport, oggi, affronta il tema dei test match estivi dell’Italrugby e pone un quesito: se fallimentari costeranno il posto a Brunel?

La Gazzetta, che cita fonti “ben informate”, dice che un tour con tre sconfitte potrebbe costare la panchina al tecnico francese a solo un anno dai Mondiali di “Inghilterra 2015”. Una boutade giornalistica o c’è qualcosa di più?

In verità, nell’articolo di Andrea Bongiovanni la frase più importante è un’altra: “Occorre ricordarlo: per la gestione federale di Alfredo Gavazzi, è un’eredità di quella di Giancarlo Dondi”. Non è un segreto, infatti, che ad Alfredo Gavazzi la scelta di Brunel come ct non sia mai piaciuta e il numero 1 della Fir ha sopportato la convivenza con il tecnico sino a ora. Almeno, questo secondo le voci che da due anni arrivano da Roma.

A ciò si aggiunge il famoso attacco fatto da Brunel qualche settimana fa a Milano, proprio alla presentazione dei test match estivi. “A oggi non ho alcun contatto con Treviso, per esempio. E’ un problema, non so chi arriverà e siamo a maggio. Questa incertezza non fa bene” aveva detto il ct azzurro. Molti avevano letto in questa frase un attacco alla Benetton, ma a leggere tra le righe è evidente come il tecnico francese si stesse lamentando anche – anzi soprattutto – con l’incapacità della Fir di dargli risposte concrete sul futuro della franchigia veneta.

Già dopo il brutto Sei Nazioni di quest’anno il ct aveva evidenziato come servisse un confronto maggiore tra lui e la Fir, chiedendo venisse fatta chiarezza sugli obiettivi e su cosa gli si chiedesse di ottenere. Insomma, la tensione tra il ct azzurro e Alfredo Gavazzi è evidente e il tour nel Pacifico potrebbe essere la classica goccia che fa traboccare il vaso. Fallire, per Brunel, è fuori discussione. Ma cambiare, oggi, sembra un azzardo ancora maggiore.

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