Affari italiani: Gavazzi, Benetton e quei due pesi e due misure

La schermaglia tra la Benetton e la Fir lascia più di qualche dubbio sulla coerenza federale.

Ieri Alfredo Gavazzi e Amerino Zatta si sono incontrati. Di cosa avranno parlato? Ovviamente dei temi messi sul tavolo via stampa nei giorni scorsi dai protagonisti. Temi spinosi, importanti, ma che a chi guarda gli avvenimenti da lontano lasciano perplessi.

Ieri a Milano, durante la presentazione per la finale d’Eccellenza, Alfredo Gavazzi è tornato sul tema Pro 12. Tra le varie affermazioni fatte, salta all’occhio quella sull’insoddisfazione delle scelte della Benetton e, in particolare “Anche per l’allenatore della mischia: non capisco la scelta di Van Zyl per quanto riguarda le touche, non è italiano”. Non entriamo nel merito della giustezza o meno di una politica autarchica, né del valore di Van Zyl, ma guardiamo ai fatti nudi e crudi. Cornelius Van Zyl, infatti, è sudafricano (non ci piove), ma gioca in Italia dal 2007 e per 8 volte ha vestito la maglia azzurra. Ma è straniero, dice Gavazzi. Vero, ma straniero è anche Victor Jimenez, neoallenatore della mischia delle Zebre. Perché gli stranieri vanno bene a Parma, mentre stonano a Treviso?

Lo stesso discorso vale per il preparatore Colin Allan, così come – se vogliamo fare i pignoli – l’input federale autarchico si scontra con la scelta di Jacques Brunel di nominare Quintin Geldenhuys capitano dell’Italia, primo straniero tout court a indossare la fascia. Insomma, ci sono stranieri che non sono così stranieri per la Fir e altri, invece, che lo sono troppo.

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+ e Pinterest

I Video di Blogo

Ultime notizie su Guinness Pro14

Tutto su Guinness Pro14 →