Maxi operazione contro la ‘ndrangheta: 300 arresti in tutta Italia

E’ ancora in corso, in tutta Italia, il più grande blitz degli ultimi anni contro la ‘ndrangheta: 3mila agenti, tra carabinieri e polizia di Stato, hanno finora arrestato più di 300 persone con accuse che vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall’omicidio all’ estorsione, dall’usura ad altri gravi reati. Gli


E’ ancora in corso, in tutta Italia, il più grande blitz degli ultimi anni contro la ‘ndrangheta: 3mila agenti, tra carabinieri e polizia di Stato, hanno finora arrestato più di 300 persone con accuse che vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall’omicidio all’ estorsione, dall’usura ad altri gravi reati.

Gli arresti sono stati effettuati tra la Calabria, storico territorio della ‘ndrangheta, e il Nord Italia, dove l’organizzazione criminale si è infiltrata nel corso degli anni.

In maniera particolare l’operazione si è concentrata sul clan Commisso di Siderno, i cui affiliati, grazie all’aiuto di prestanome, sono riusciti ad inserirsi nel settore della finanza e dell’imprenditoria.

Tra le persone finite in manette c’è anche Cosimo “Brigante” Filomeni, il capoclan accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio e infiltrazione nei pubblici appalti.

Nel corso delle indagini è emerso un dettaglio molto importante: la ‘ndrangheta non ha più una struttura familistica, ma si è organizzata seguendo il modello verticistico di Cosa Nostra.

C’è quindi un capo assoluto di questa «commissione che è stato arrestato dai carabinieri di Reggio Calabria e sotto di lui ci sono i capi mandamento ed i capi locali.

I gruppi che operano a Torino o Milano, ma anche in Australia o Canada, dipendono in tutto e per tutto dalla commissione provinciale reggina. La conferma di questo è stato l’omicidio di Carmelo Novella, ucciso nel luglio del 2008:

Si chiamava Carmelo Novella, detto compare Nuzzo, aveva sessant’anni e il 14 luglio del 2008 viene ammazzato in un bar di San Vittore Olona. Sembrava il risultato di una faida legata agli appalti nell’edilizia, invece Novella aveva detto in giro che “la Lombardia”, e cioè tutti i gruppi di ‘ndrangheta trapiantati al Nord, avrebbero potuto “fare da soli”, senza la casa madre calabrese. Il desiderio di autonomia è stato stoppato con le pallottole, Novella non sarà più un problema e viene nominato un altro calabrese, Giuseppe Neri, come uomo del raccordo tra il Nord danaroso e il Sud antico e sanguinario.

Oltre ai 300 arresti, nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni mobili e immobili del valore di decine di milioni di euro, ma anche armi, droga e denaro in contanti.

Via | RaiNews

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