Champions Cup: le parti si avvicinano, ma restano alcuni nodi da sciogliere

Dopo l’apertura celtica di ieri, oggi i club inglesi mettono i puntini sulle i. E si parla, soprattutto, di soldi.

Ieri il comunicato dell’Erc che, di fatto, è una resa da un punto di vista formale e, soprattutto, sportivo. Insomma, le federazioni celtiche cedono sulla questione meritocratica e offrono una soluzione che accontenti tutti. Un passo avanti importante, ma che in Inghilterra viene vista come insufficiente.

A rispondere all’Erc, infatti, è Mark McCafferty, Ceo della Premiership Rugby, e le sue parole evidenziano come le questioni che contano sono ben altre. “Credo che una soluzione non sia ancora vicina. Sono sorpreso che le federazioni abbiano fatto un comunicato prima di prendere in considerazione altre questioni su cui si deve discutere. La Rugby Champions Cup è un torneo di club, che verrà gestita dai club, in un modo ben più differente, più snella e conveniente rispetto all’ERC – le parole di McCafferty –. L’Erc costa troppo per un torneo di sole nove settimane, a differenza del Top 14 e della Premiership, due campionati gestiti dai club sotto la guida, per quel che riguarda le regole, delle rispettive federazioni. Lo stesso varrà per la Champions Cup, dove il board penserà alle questioni commerciali e all’organizzazione dei tornei, lavorando assieme alle federazioni che saranno responsabili di aree come gli arbitri, la disciplinare e l’antidoping”.

Tradotto: i club saranno i veri padroni del nuovo torneo continentale, gestiranno direttamente tutto ciò che riguarda organizzazione e – soprattutto – soldi. Alle federazioni resteranno le briciole. E la palla torna alle unions.

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