G8, the day after. E in Italia tutto come prima

Dopo i sorrisi, gli abbracci, le pacche sulle spalle (e le promesse) dei grandi del G8 si torna nell’italietta della seconda repubblica. La terra (per fortuna) non ha tremato. E le scosse (politiche) vagheggiate o temute non si sono (ancora) sentite. Berlusconi sa vendere bene, grazie anche ai media compiacenti e pure servili, anche quello

Dopo i sorrisi, gli abbracci, le pacche sulle spalle (e le promesse) dei grandi del G8 si torna nell’italietta della seconda repubblica.

La terra (per fortuna) non ha tremato. E le scosse (politiche) vagheggiate o temute non si sono (ancora) sentite.

Berlusconi sa vendere bene, grazie anche ai media compiacenti e pure servili, anche quello che non ha. Il che non è certo … onorevole. Perché così si rischia di ingannare gli italiani.

Ma, diciamo la verità: i profeti di sventura, i gufi professionali, sono rimasti con le pive nel sacco, costretti a mandare giù il rospo e prendere atto (senza ammetterlo, ovvio) che il premier è stato capace di … resuscitare.

Così Berlusconi, rinfrancato per il successo d’immagine personale, tolto il casco protettivo dei terremotati, si rimette l’elmetto anti sommossa e infila la baionetta. Con questa opposizione, dice il premier, nessun dialogo.

E questa opposizione, (Pd tutto preso nel battibecco autodistruttivo pre congressuale, Idv nella morsa degli sfoghi a pagamento sulla stampa estera, Udc a vagheggiare il Partito della Nazione)), spenti i riflettori a l’Acquila, torna a lamentarsi con Franceschini: “Ci risiamo, il Cav attacca l’opposizione per nascondere la crisi”.

Già, ci risiamo proprio.

I 20 mila lavoratori che ieri hanno manifestato a Cagliari per “lo smantellamento di tutto l’apparato produttivo dell’isola”? I 16 mila precari che a settembre saranno licenziati? La produzione industriale ancora a picco (maggio: – 14,6%) e il perdurante tonfo dell’auto (- 36,6%)? L’autunno caldo per le tante fabbriche che non riapriranno? Le carceri sono sovrafollate e il governo del “fare” emana leggi e decreti che le faranno scoppiare? I piccoli imprenditori, commercianti, artigiani, le famiglie con l’acqua alla gola?

E chissenefrega!

I grandi del G8, sotto la spinta di un travolgente Obama, (altro che la realpolitik italiana!) quanto meno hanno dimostrato buona volontà, provando a “ritoccare”, per esempio sul nodo del clima, lo status quo, anche se si parla di principi e non di cambiamenti reali e nessuno ha ipotizzato modifiche a questo perverso modello di sviluppo.

Invece i “nostri” piccoli politici restano in attesa: i berlusconiani” aspettano ben allineati nuovi ordini del capo padrone (ci mancava anche il nuovo partito del Sud con la Carfagna leader …); gli antiberlusconiani aspettano che il Cav torni a farsi (più) male da solo.

Dagli uni e dagli altri non c’è da aspettarsi niente di buono.