Affari italiani: tour estivo, celtiche, Eccellenza e aperture… le parole di Brunel e Gavazzi

Si è tenuta oggi a Milano la conferenza stampa di presentazione dei test match estivi dell’Italrugby contro Fiji, Samoa e Giappone.

A Milano hanno parlato Alfredo Gavazzi e Jacques Brunel. Ecco le loro parole.

Dopo un anno di sofferenza la questione celtica è risolta. Come sarà il futuro?
Gavazzi: “In questi mesi si è definito il futuro celtico, con la sofferta definizione della seconda franchigia. Dopo il comunicato della Benetton a febbraio, che ha creato problemi, si è lavorato e, alla fine, moralmente era giusto che Treviso avesse la prelazione dopo i quattro anni di Pro 12. Ora le due squadre ricevono gli stessi finanziamenti e dovranno far crescere giocatori, staff e manager italiani in ottica nazionale”

Tante novità nel tour estivo, capitano compreso. Come vede questo giugno dell’Italrugby?
Brunel: “Abbiamo tenuto diversi giocatori a riposo, come Castro e Sergio, e abbiamo l’occasione di provare giocatori nuovi o poco utilizzati in passsato in azzurro, come Palazzani mediano, Fuser, Chistolini e altri. In questi mesi non sono stato contento del ruolo di leadership dei giocatori più esperti e, così, ho voluto provare Geldenhuys”.

Tanti azzurri sono emigrati quest’anno. Un problema o un’opportunità?
Gavazzi: “Quando abbiamo aderito alla Celtic lo abbiamo fatto anche per dare un campionato di qualità ai giocatori in Italia. La situazione Benetton però ha accelerato un nuovo esodo, in un mercato che non si può fermare. Mi piacerebbe avere sotto controllo i giocatori azzurri, ma con solo due franchigie l’esodo dà spazio ai giovani in Celtic League”.

L’Aquila, Prato, Viadana. Sono tanti i club in crisi economica, ma hanno allestito rose d’alta classifica. La Fir non dovrebbe controllare preventivamente la capacità economica dei club per evitare situazioni simili e campionati falsati?
Gavazzi: “La situazione de L’Aquila è incancrenita, che deriva anche dalla situazione della città. Per l’Eccellenza la Fir ha chiesto una fidejussione di 50mila euro, cui si aggiungono 50mila euro per club federale per garantire gli atleti. I problemi di Viadana, da quel che so, sono stati risolti con una continuità aziendale. Viadana arrivava dalla situazione difficile degli Aironi falliti ed è una storia che si definirà con questa stagione. Per Prato, invece, il problema deriva dallo scorso anno, forse è stato fatto un passo troppo lungo, ragionando col cuore e non con la testa. Ma anche questa situazione vuol essere risolta entro l’estate. E’ normale che ci siano problemi con l’attuale crisi economica, ma la Fir continuerà a garantire i tesserati. Il problema principale dei campionati è il forte legame agli sponsor e il poco pubblico. Dobbiamo lavorare su questo, fare il salto di qualità qui”.

Il tour sarà quello del rilancio dopo il 6 Nazioni difficile?
Brunel: “Sarà un tour difficile, non solo per le avversarie, ma anche per il clima e il fuso. Speriamo che comunque sia un tour interessante per noi”.

Come si fa a far crescere degli allenatori in Italia?
Brunel: “L’esempio dev’essere quello di Ciccio De Carli, che ha fatto un’importante esperienza all’estero, confrontandosi con la qualità del rugby più forte, con una pressione mediatica importante”.

Ha accennato a un’Eccellenza a otto squadre. E’ il progetto Fir?
Gavazzi: “Nel futuro prossimo vogliano 40 centri di formazione under 16, 10 accademie under 18, 2 accademie under 19 e una under 20 che partecipi all’Eccellenza. Facciamo 6 Nazioni e Mondiali Under 20 con giocatori con minutaggio minimo e serve dare ai giovani più spazio in un torneo come l’Eccellenza”.

Problema apertura, quale la soluzione?
Brunel: “Al momento abbiamo solo Orquera e Allan pronti, con Tommy che ha giocato poco a Perpignan. Altre possibilità sono Iannone, ma per me è più centro che apertura, dove non ne ha il potenziale”.

Club d’Eccellenza in Europa, cosa si sa?
Gavazzi: “Quattro squadre a settembre disputeranno un torneo a 12 squadre con le nazioni emergenti per guadagnare un posto in Challenge Cup. Questo per quest’anno, poi ci sarà un torneo durante l’anno per scegliere due squadre che sfideranno le due qualificate l’anno prima per decidere le due che partecipano nella Challenge successiva”.

Presidente, vuole dire la sua sulla questione delle sue quote azionarie nel Calvisano?
Gavazzi: “Tutti noi proveniamo dalle società. Io in campagna elettorale ho sempre detto che volevo un rapporto più stretto tra club e Fir. Io, poi, non ho nulla da nascondere, visto che le regole Coni e Fir sono chiare. Da un punto di vista deontologico io da 18 anni esco dal consiglio quando si parla di Calvisano. Sono polemiche sterili”.

Situazione di Morisi e Minto?
Brunel: “Morisi è tornato in campo ad allenarsi. E’ un percorso lento, ma sono convinto che per novembre potrà tornare”.
Gavazzi: “Degli specialissti hanno dato l’ok per il suo ritorno in campo. Abbiamo mandato la documentazione all’assicurazione che ora sta vagliando la situazione. Speriamo sia assicurabile, ma da un punto di vista medico è ok”.

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+ e Pinterest

I Video di Blogo