Italrugby: Allan “La pressione per il numero 10? Non mi preoccupa”

La ventenne apertura, al suo esordio in azzurro, e il veterano Mauro Bergamasco intervistati ieri a Roma nel raduno azzurro in vista dei test match di novembre.

E’ arrivato per ultimo, trafelato, causa impegni di Heineken Cup con il Perpignan. Ma Tommaso Allan, la grande novità e curiosità del raduno dell’Italrugby, sembra già a suo agio tra i compagni e in maglia azzurra. Sfodera – alla faccia dei perplessi – un ottimo italiano (essendo tale!, ndr.) e non nasconde le sue ambizioni.

“Sono arrivato ieri giusto in tempo per la foto di squadra, è successo tutto molto rapidamente. Mi ritrovo fianco a fianco con atleti che ho visto solo in tv ed è tutto un po’ come in un sogno. Di certo sono qui per migliorare, so che ci sono aspettative visto il ruolo in cui gioco ma questo non mi preoccupa, la pressione e la responsabilità non mi hanno mai spaventato” le parole della ventenne apertura italoscozzese.

Ma i volti nuovi – oltre ad Allan ci sono Campagnaro e Trevisan – vanno a braccetto, in questi giorni, con quelli dei veterani che da oltre dieci anni frequentano un gruppo dove quattro giocatori possono vantare oltre novanta caps internazionali al proprio attivo.

“Per me – ha detto oggi Mauro Bergamasco, flanker delle Zebre con 94 caps e oltre quindici anni di Nazionale – essere ancora qui è molto importante, ha un significato particolare poter preparare le sfide di novembre con l’Italia. Il rugby cambia e continuare a far parte del gruppo della Nazionale significa come anche io sia riuscito ad adattarmi ai mutamenti del nostro sport. Spero di essere all’altezza se verrà il mio turno nelle prossime settimane, intanto sono felice di far parte di un gruppo eterogeneo, dove ognuno lavora per mettere le proprie qualità a disposizione degli altri”

“Il tour estivo non è stato esaltante – ha detto Bergamasco – e non ci siamo espressi come volevamo, adesso ci aspettano tre partite difficili che ci auguriamo di portare a casa, tre gare in cui vogliamo verificare contro avversari di grande valore lo stato della nostra crescita. Di certo abbiamo dimostrato di poter competere contro chiunque e dobbiamo tornare a farlo partita dopo partita. Un anno fa a Firenze gli australiani calciarono la palla fuori per chiudere il match sul 19-22, quest’anno spero che saremo noi a buttar fuori la palla per alzare le braccia al cielo”

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