Caso Gavazzi: tra regole rispettate e dubbi etici

Ieri abbiamo parlato dell’affaire Gavazzi e del potenziale conflitto d’interessi. Oggi interviene lo stesso presidente.

Ne abbiamo ampiamente parlato ieri sera (trovate qui l’articolo). Le accuse mosse ad Alfredo Gavazzi e al suo possibile conflitto d’interessi tra il ruolo di presidente Fir e socio (con un’ampia quota, seppur non di maggioranza assoluta) del Calvisano.

Come detto ieri, grazie anche alla spiegazione data a Rugby 1823 dal Coni, la presidenza Fir non si scontra – da un punto di vista legale e di regolamenti – con il possesso di quote di una società sportiva legata alla stessa federazione. Insomma, le accuse che chiedevano un “impeachment” del presidente sarebbero inutili, perché Alfredo Gavazzi non commette nulla di illegale. Ma non c’è solo il lato regolamentare da guardare.

Oggi sulla Gazzetta dello Sport parla lo stesso presidente Fir, che dice:

“Ho nulla da nascondere ho sempre agito alla luce del sole e nel pieno rispetto delle regole. […] E se a Calvisano c’è un ufficio federale di 250 metri quadrati in affitto, è perché non potevo continuare a ricevere gente in azienda. […] E se vogliamo proprio dirla tutta, si sappia che quando in consiglio federale si parla di Calvisano, io mi alzo ed esco”.

Parole nette, decise, ma che lasciano più di un dubbio. Come detto, etico, morale e di convenienza, cioè nulla di illegale o illegittimo. Il fatto che il presidente Gavazzi esca dal consiglio quando si parla di Calvisano, per assurdo, sembra confermare che un problema di conflitto esista e il beau geste del presidente non lo cancella. Ma, soprattutto, quello che stona è che (ma questo vale per tutti, non solo per Gavazzi) avendo interessi privati e particolare nel mondo rugbistico rende ogni decisione presa dalla Fir criticabile. Possedere quote del Calvisano dà corda a chi abbia voglia di fare (a torto o ragione) della dietrologia sulle scelte federali, o sulle scelte dello stesso club.

Per fare un esempio che si è palesato la scorsa estate (e che rischia di tornare di moda quest’anno) si può parlare del passaggio dei giovani talenti italiani dall’Eccellenza alla Celtic League. Se i giocatori di Calvisano che vanno a Parma o Treviso sono pochi rispetto ad altri club ci sarà chi dice che Gavazzi non pensa all’interesse della nazionale, trattenendo i migliori giovani a Calvisano per vincere. Se, invece, da Calvisano vanno via in tanti, sicuramente ci sarà chi si chiederà se dietro a questo esodo vi sia la vera qualità dei giocatori, o se c’è qualche interesse nascosto (economico?) che favorisce il Calvisano. Insomma, qualsiasi cosa accada le ombre ci saranno. E ciò, a prescindere da chi siede sulla sedia della presidenza Fir, è un male per il movimento.

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