50 anni dall’assassinio di JFK: 22 novembre 1963, cosa è successo quel giorno a Dallas

John Fitzgerald Kennedy fu ucciso durante una visita alla città texana, la cronistoria della giornata

Ricorre oggi il 50mo anniversario della morte di John Fitzgerald Kennedy, 35° Presidente degli Stati Uniti, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. Quel giorno gli States si fermarono, e quegli attimi sarebbero rimasti impressi nella memoria storica di un intero popolo per sempre.

Torniamo per un attimo indietro nel tempo, al 1963. Ecco cosa è successo quel giorno.

Tutti i documenti relativi all’assassinio avrebbero dovuto restare secretati per 75 anni (ovvero fino al 2039), ma grazie al Freedom of information Act del 1966 e il JFK Records Act del 1992 è stata pubblicata gran parte della documentazione. Gli altri verranno pubblicati entro ottobre 2017.

Ore 11.40 – L’arrivo a Dallas

La visita presidenziale nello Stato del Texas venne concordata il 6 giugno 1963, e fu annunciata nel mese di settembre. Kennedy mirava a cercare fondi per la campagna presidenziale del partito democratico, ma soprattutto voleva ottenere consensi per ricandidarsi poi alle elezioni del novembre 1964 – il suo secondo mandato -. In Texas nel 1960 la sua lista aveva vinto per un soffio, e a Dallas aveva addirittura perso.

Il 22 novembre il Presidente Kennedy, sua moglie Jacqueline e il seguito presidenziale atterrarono alle 11.40 all’aeroporto Love Field di Dallas con l’Air Force One. Li attendeva il corteo di auto, che avrebbero dovuto seguire un determinato ordine e allineamento, ma tale ordine fu modificato poco prima dell’arrivo del Presidente.

Ore 12.29 – Il corteo presidenziale

Dall’aeroporto Love Field il corteo presidenziale doveva attraversare il centro di Dallas, entrare in Dealey Plaza alle 12.25, percorrere Main Street e arrivare al Trade Mart alle 12.30. Al Trade Mart era in programma un banchetto. Ma venne cambiato anche il tragitto dopo Dealey Plaza: il corteo avrebbe dovuto imboccare Elm Street.

La limousine Lincoln del Presidente entrò in Dealey Plaza alle 12.29 e alle 12.30 passava davanti al deposito di libri della Texas School Book Depository. A bordo del mezzo Kennedy e la moglie erano seduti nella parte posteriore, mentre sui sedili centrali c’erano John Connally, governatore del Texas, e la consorte.

Al sesto piano c’era appostato – vi riporteremo la ricostruzione officiale da qui in avanti – Lee Harvey Oswald, un impiegato della Texas School. Lì, al sesto piano, Oswald avrebbe montato il fucile e avrebbe sparato.

Ore 12.30 – Gli spari

Secondo alcuni testimoni gli spari sarebbero arrivati in corrispondenza della svolta su Elm Street della limousine. Il presidente fu colpito una prima volta alle spalle, e dopo pochi istanti arrivò un secondo colpo alla testa. Venne colpito anche il governatore, e riportò ferite alla schiena, al petto, al polso e alla coscia sinistra. Lo stesso proiettile, entrato nella schiena di Kennedy e uscito dalla trachea, ha poi colpito Connally (in ospedale subirà due interventi chirurgici).

Il primo bollettino radio sull’accaduto venne trasmesso alle 12.39:

“Bollettino KLIF da Dallas: A quanto si dice, tre colpi d’arma da fuoco sono stati indirizzati al corteo del Presidente Kennedy oggi in centro città. Radio KLIF sta appurando le numerose notizie: restate sintonizzati”

Tutti i network sospesero la programmazione intorno alle 14.00 per seguire tutti gli aggiornamenti da Dallas.

Ore 13.50 – L’arresto di Lee Oswald

Lee Harvey Oswald venne arrestato alle 13.50 in un cinema non lontano da Dealey Plaza. Venne accusato alle 23.30 di aver ucciso il presidente. Oswald morì il 24 novembre: gli sparò Jack Ruby, il proprietario di un night club di Dallas, ancora prima che iniziasse il processo.

Al momento del suo arresto Oswald fu interrogato dalla polizia per circa 18 ore e non confessò mai l’omicidio, anzi, sostenne di essere un capro espiatorio.

Ore 14.40 – L’annuncio della morte di JFK

Kennedy dopo l’attentato fu subito portato al Parkland Memorial Hospital, dove i medici cercarono di salvagli la vita. Le condizioni però erano disperate: alle 13.00 l’attività cardiaca era cessata, gli fu data l’estrema unzione e fu ufficialmente dichiarato morto.

La notizia venne comunicata alle 13.33 nella sala conferenze dell’ospedale dal segretario della Casa Bianca Malcolm Kilduff, davanti a giornalisti e membri dello staff medico.

L’annuncio ufficiale della morte del Presidente invece venne dato alle 14.40 e la televisione propose una diretta non-stop per quattro giorni, per la prima volta nella storia.

Il corpo del Presidente fu poi portato sull’Air Force One. Alle 14.38 Lyndon Johnson, con accanto Jacqueline, che aveva indosso ancora gli abiti macchiati di sangue, giurò fedeltà e divenne il 36° Presidente.

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