Cina: aria troppo inquinata, ambasciatore americano torna in patria

La famiglia del diplomatico era già tornata a Seattle alcuni mesi fa.

>Gary Locke, l’ambasciatore americano in Cina, dopo soli due anni di servizio lascerà il Paese asiatico per tornare in patria, a Seattle. La decisione non è politica, ma deriva dal troppo smog che c’è a Pechino. Lo scrive il Financial Times. Locke prenderà l’aereo, con destinazione Stati Uniti, all’inizio del 2014. La moglie e i figli sono già andati via qualche mese fa.

Locke e famiglia non sono gli unici ad aver deciso di fare armi e bagagli a causa dell’inquinamento a livelli altissimi. Molti gli stranieri che hanno infatti lasciato la Cina per una situazione che pare insostenibile. Locke aveva preso servizio nel 2011. Anche molte aziende hanno deciso di chiudere perché è difficile reperire personale qualificato che voglia recarsi in Cina. I timori di salute investono in particolare le famiglie con figli piccoli.

Locke, che ha 63 anni, era stato il primo americano di origine cinese a rappresentare gli Stati Uniti nel Paese asiatico. Le dimissioni sono già state presentate al presidente Barack Obama, che le ha accettate. La motivazione ufficiale è la volontà di ricongiungersi con la famiglia. La notizia ha avuto molta eco proprio negli States.

La signora Locke ha spiegato ai giornali: “Io e Gary volevamo poter chiamare un posto ‘casa’. Avevamo bisogno di una sistemazione che permettesse ai nostri tre figli di frequentare le scuole locali e di fare amicizie che potrebbero durare anche tutta una vita”. In Cina Locke è stato molto apprezzato fin da subito grazie alla sua affabilità e alla sua capacità di stringere legami con molte persone.