Grandi campioni: Lawrence Dallaglio “Il rugby mi ha salvato dopo la morte di mia sorella”

L’ex campione inglese racconta la tragedia avvenuta quando lui aveva 17 anni e come cadde nel baratro per quasi due anni.

Una tragedia che ha rischiato di trascinarlo in un vortice di cattive scelte, fino al baratro. E poi il rugby a salvarlo. Lawrence Dallaglio, ex capitano e campione dell’Inghilterra ovale, racconta sulle pagine del Daily Mail una pagina triste, e poco conosciuta, della sua vita.

“Avevo appena compiuto 17 anni, quando io e mia sorella, di tre anni più grande di me, eravamo invitati a una festa. Io non andai perché avevo mal di testa. La mattina dopo mia madre mi svegliò in panico: la barca dove era stata organizzata la festa era affontato nel Tamigi e mia sorella era tra i dispersi – racconta Dallaglio –. Dopo quattro ore d’angoscia il suo corpo è stato trovato”.

Una tragedia che colpì profondamente la futura terza linea dei London Wasps. “Era una morte senza senso. A 17 anni non ero preparato per gestire una tragedia simile. Eravamo legatissimi e io nei due anni successivi sono cambiato, diventando cattivo, arrabbiato col mondo, facendo scelte sbagliate, le più sbagliate – racconta Dallaglio, che si trovò veramente a un passo dal baratro –. La scuola non mi interessava più, litigavo con tutti, assumevo droghe, insomma mi stavo lasciando andare”.

Ma, poi, qualcosa è cambiato. “In qualche modo mi sono diplomato e mi sono iscritto Kingston University. Ma a salvarmi è stato il rugby. Avevo giocato un po’ a livello scolastico e mi domandai se tornare a fare sport poteva aiutare. Venni invitato nel camp dei London Wasps, dove trovai un gruppo di uomini uniti, dove nessuno mi chiedeva del mio passato o mi tormentava sul mio futuro” conclude Dallaglio, che dopo aver smesso di giocare, nel 2009, ha creato una fondazione proprio per aiutare, tramite il rugby, i ragazzi difficili. Come lui.

Photo credits by Getty Images

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