Italia: Tommaso Allan, e gli scozzesi che s’incazzano

Crea un caso diplomatico la convocazione della giovane apertura italoscozzese da parte di Jacques Brunel.

Non è Gino Bartali, ma a qualcuno i cosiddetti stanno girando. Per la precisione gli scozzesi, scottati dalla convocazione di Tommaso Allan da parte di Jacques Brunel e dell’Italrugby. Il giovane mediano d’apertura italoscozzese, infatti, era nel mirino degli Highlanders.

Nato a Vicenza, cresciuto rugbisticamente a Padova, poi girovago tra Londra (Wasps), Sud Africa (Western Province), Scozia (Edimburgo) e Francia (Perpignan) Allan ha il doppio passaporto e, dunque, è eleggibile sia per l’Italia sia per la Scozia. Eppure a livello giovanile ha fatto tutta la trafila in Gran Bretagna, vestendo la maglia della Scozia under 17, under 18 e under 20. Ma, ora, è convocato per l’Italia. E questo a Edimburgo non è piaciuto.

Contattato dalla Gazzetta dello Sport, infatti, il giovane giocatore ha preferito glissare, non rispondere, limitandosi a un “Ma non fatemi dire altro. In Scozia c’è un po’ di casino…”. Anche perché il “caso Allan” arriva pochi mesi dopo il “caso Shingler”, il giovane giocatore con passaporto scozzese e gallese che gli Highlanders non hanno potuto convocare perché aveva già indossato la maglia juniores del Galles. Ma lì era tutta un’altra storia e i Dragoni si sono aggrappati a un cavillo (avevano iscritto il Galles U20 come seconda squadra seniores) per impedire a Shingler di cambiare casacca.

Per Tommaso Allan la questione è diversa e, salvo sorprese, non vi sono cavilli che ne impediscano la convocazione da parte di Jacques Brunel. Il quale, è facilmente immaginabile, per evitare colpi di scena futuri lo farà scendere in campo il prima possibile, dandogli quel cap che lo renderà italiano al 100%.

Photo credits by Getty Images

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