Camorra: arrestato Cesare Pagano, boss degli Scissionisti

Fine della latitanza per Cesare Pagano, 41 anni, ritenuto a capo degli “Scissionisti” (clan Amato-Pagano) il gruppo camorristico impegnato negli scorsi anni nella faida di Scampia contro i Di Lauro. Pagano è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio e traffico di sostanze stupefacenti. La polizia l’ha catturato a Napoli in una villetta


Fine della latitanza per Cesare Pagano, 41 anni, ritenuto a capo degli “Scissionisti” (clan Amato-Pagano) il gruppo camorristico impegnato negli scorsi anni nella faida di Scampia contro i Di Lauro.

Pagano è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio e traffico di sostanze stupefacenti. La polizia l’ha catturato a Napoli in una villetta a Licola, sul litorale flegreo, dove si nascondeva insieme al nipote Carmine e ad un altro guardaspalle, anche loro arrestati.

Inserito nell’elenco dei 30 latitanti di massima pericolosità facenti parte del “Programma Speciale di Ricerca” Pagano era ricercato dal marzo del 2009, quando era riuscito a sfuggire alla cattura in occasione di una maxi operazione di polizia che portò all’arresto del cognato, Raffaele Amato.

Dopo gli arresti dell’operazione C3 e la successiva cattura di Antonio Bastone, sarebbe diventato lui il capo degli scissionisti di Scampia. Da Pupia:

La faida di Scampia è stata una guerra di camorra combattuta soprattutto nel quartiere napoletano di Scampia e che ha coinvolto una serie di clan napoletani: da una parte i Di Lauro, di via Cupa dell’Arco a Secondigliano, dall’altra la frangia dei cosiddetti “scissionisti”, gruppo nato da una costola degli stessi Di Lauro.

La guerra ha poi coinvolto altri clan e sottogruppi, tra cui gli Abbinante di Marano, i Bizzarro e i Ronga-Fusco di Melito, i Pariante di Bacoli, i Ferone di Casavatore. Oltre che a Scampia, la guerra si è svolta anche nei quartieri di Secondigliano e Miano e nei comuni di Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Marano di Napoli, Giugliano in Campania, Bacoli, Casavatore e Arzano.

Le cause principali che hanno scatenato il conflitto possono essere ricondotte a vendette di natura personale, controllo del territorio, controllo delle attività illecite a nord di Napoli. Dopo oltre settanta morti in un anno, tra il 2004 e il 2005, uscirono vincitori gli “scissionisti” che attualmente controllano parte dei quartieri a nord di Napoli e i comuni limitrofi.

In gioco soprattutto il controllo della più grande piazza di spaccio d’Europa. Dello “spessore criminale” di Cesare Pagano parla, attraverso le ricostruzioni dei pentiti, questo articolo di Simone Di Meo:

(…) interviene anche il collaboratore di giustizia Andrea Parolisi, che nell’interrogatorio del 24 gennaio 2007 conferma i rapporti esistenti tra il clan degli “spagnoli” e i Lo Russo di Miano: «Ho appreso da Cesare Pagano che “i capitoni so’ frat a noi” e che, dopo il dicembre 2006, gli accordi hanno previsto che gli scissionisti, dopo aver fatto arrivare la droga dalla Spagna – settore nel quale sono i numeri uno – ed aver rifornito le proprie piazze, tutto il resto dell’enorme quantitativo lo vendano ai capitoni i quali se la vedono da soli per il rifornimento delle loro piazze e per la vendita ai vari clienti, clienti che prima erano degli scissionisti.

Per darle un’idea dell’enorme guadagno derivante dal commercio di tutta questa droga posso portare ad esempio che alla fine della cosiddetta stagione 2006 (dopo l’estate 2006) mi venne regalata una quota di 30.000 euro da Cesare Pagano il quale faceva le divisioni dei soldi, contenuti in 2-3 grandi buste di carta riciclata, proprio davanti a me. Parlando inoltre con gli altri ragazzi abbiamo fatto un calcolo che solo “per i guaglioni” la stagione 2006 aveva consentito di ripartire 200/300.000 euro».

Di un capitolo della faida si legge su InterNapoli: un’intera famiglia “offerta in regalo” dagli Amato-Pagano agli Abbinante, loro alleati.

Dal clan Abbinante, la nuova logica di terrore: «Uccidere chi non si è impegnato nella guerra contro Di Lauro – ragionano gli inquirenti – a cominciare da Moccia e Carputo e dallo stesso Piana». Una ricostruzione nella quale spunta «l’offerta di regalo» fatta dagli Amato-Pagano agli Abbinante. In cosa consiste il «dono» al boss scarcerato? «Nel vendicare un lutto subito dagli Abbinante nel corso della faida del 2004/2005, la morte del cognato del boss, firmata dai Prestieri all’epoca alleati ai Di Lauro». Vecchi rancori in una vicenda che conta settanta omicidi, tra la faida del 2004 e quella degli ultimi mesi.

Foto | Interno.it

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