Federico Macheda, dal Savio al Manchester United

L’atleta che ha trovato spazio in tutti i quotidiani europei di questo fine settimana è un ragazzino romano emigrato a Manchester. In pieno recupero ha siglato il vantaggio definitivo dello United contro l’Aston Villa, permettendo ai padroni di casa di riprendere la testa della classifica ai danni del Liverpool. Di lui, Federico Macheda, ha parlato

di higgins

L’atleta che ha trovato spazio in tutti i quotidiani europei di questo fine settimana è un ragazzino romano emigrato a Manchester. In pieno recupero ha siglato il vantaggio definitivo dello United contro l’Aston Villa, permettendo ai padroni di casa di riprendere la testa della classifica ai danni del Liverpool. Di lui, Federico Macheda, ha parlato Volfgango Patarca, ex dirigente del settore giovanile della Lazio che lo portò a Formello pochi anni fa: “L’ho visto giocare per la prima volta con il Savio. Aveva 11 anni e il gol nel sangue. Lui era il vero capitale della Lazio”. Proprio dalla Lazio decise di andarsene per mettere radici in Inghilterra, assieme ai genitori ai quali la società di Alex Ferguson diede anche un lavoro.

“Noi sapevamo che era un grande giocatore – ha detto Claudio Lotito -, abbiamo fatto di tutto per trattenerlo. Abbiamo addirittura diffidato più volte la società inglese, lo fece allora Sabatini, per impedire quello che è accaduto. Purtroppo le normative non consentono, e questa è una cosa vergognosa, sotto i 16 anni di poter contrattualizzare i giocatori. E questi vengono scippati normalmente da questa società che, fuori da qualsiasi rispetto di codice etico, si accaparra i genitori dandogli lauti compensi, offrendogli posizioni lavorative importanti, cosa che non dovrebbe accadere”.

Walter Sabatini, ex ds laziale, conferma: “La loro offerta era superiore alla nostra in tutto. Quando proponemmo ai genitori di stipulare un contratto senza data, in attesa del 16° compleanno del ragazzo, loro avevano già deciso di andarsene”. A 15 anni il professionismo non esiste e qualunque giocatore è per legge libero di spostarsi. La società di appartenenza può al massimo ricevere un indennizzo determinato dai parametri Fifa. Nella fattispecie, 48mila euro. Una beffa.