Irb Sevens World Series: l’Italia ha una chance da non perdere

Cambia il sistema di promozione/retrocessione nel tour mondiale di rugby a sette e gli azzurri potrebbero entrare nell’elite mondiale.

Arriva una grande novità nel rugby a sette mondiale, una novità che potrebbe regalare all’Italia una chance inaspettata. L’Irb, infatti, ha annunciato un nuovo sistema di promozione per entrare nelle World Series e a Hong Kong a fine marzo l’Italia si giocherà l’ingresso nell’elite mondiale del rugby seven.

Una piccola rivoluzione che il responsabile azzurro del rugby seven Orazio Arancio chiedeva da tempo e che, finalmente, diventa realtà. Ma spieghiamo tutto dal principio.

Il mondo del rugby seven, disciplina che dal 2016 diverrà olimpica, vive su due livelli ben distinti. Da un lato le 15 regine che partecipano alle Irb Series, dall’altro tutti gli altri. Fino all’anno scorso il sistema di promozione/retrocessione era sproporzionato a a favore dei primi. A Hong Kong, infatti, 12 nazioni “emergenti” si giocavano tre posti per la tappa finale di Londra, dove assieme alle peggiori delle Irb Series si giocavano un posto per l’anno successivo. Purtroppo, però, il livello dopo un anno intero in giro per il mondo è talmente diverso che le peggiori si sono riconfermate, impedendo a nuove nazioni di emergere e far parte l’anno successivo delle World Series.

Ed ecco la novità. Da quest’anno le 12 emergenti qualificate per la tappa di Hong Kong – tra le quali c’è l’Italia – si giocheranno direttamente la promozione nelle World Series, mentre alla fine del tour, dopo Londra, l’ultima classificata tra le 15 regine verrà direttamente retrocessa. Insomma, più spazio per tutti e, per l’Italia, una chance irripetibile di entrare nel giro che conta. Partecipare l’anno prossimo a tutte le Irb Sevens World Series significherebbe avere la possibilità di confrontarsi per mesi con il meglio del meglio del rugby a sette. Una chance da non sprecare. Una chance che la Federazione e i club non possono farsi scappare per incompetenza o campanilismi.

Photo credits by Getty Images

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