Matrimonio per tutti in Francia, l’approvazione definitiva tra disordini e reazioni anche su Wikipedia

Il parlamento francese discute sulla legge sul matrimonio per le coppie dello stesso sesso, ma gli oppositori continuano la loro battaglia dentro e fuori le aule della politica.

di sara

Anche la Francia apre al matrimonio per le coppie dello stesso sesso, la legge passa con 331 voti a favore, 225 contrari e 10 astenuti.
Ci sono voluti alcuni mesi di discussione, ma alla fine il parlamento francese ha approvato nel tardo pomeriggio di oggi da una sorridente Taubira, il cui nome è ormai associato alla legge, guardasigilli raggiante nella fotografia vintage stile instagram postata dal Ministro dell’uguaglianza del territorio e degli alloggi, Cécile Duflot, che riporta l’annuncio semplice ed efficace è stato lungamente applaudito dalla sinistra:


Ma gli incidenti non sono mancati, come dimostra il video in apertura, alcuni oppositori sono stati cacciati dalla tribuna del pubblico per aver manifestato violentemente e rumorosamente il proprio malcontento, scatenando la risposta di Claude Bartolone che mentre due persone venivano portate fuori dagli addetti, affermava perentorio all’assemblea:

i nemici della democrazia non hanno posto qui.

E se il segretario generale del Partit Socialiste Harlem Désir si rallegra sempre su twitter:


la notizia ha scatenato le ire dei senatori dell’opposizione (UMP e UDI) che hanno già annunciato il ricorso al Consiglio Costituzionale.

I numeri della legge e i precedenti
5 118 emendamenti in prima lettura in seconda all’Assemblea Nazionale, ben 99 richiami all’ordine per 109 ore di dibattito, divise in 24 sedute spalmate su dieci giorni, ecco alcuni numeri-chiave della legge riassunti nell’infografica da Le Monde. La Francia è il quattordicesimo paese del pianeta a riconoscere ufficialmente tali matrimoni che potrebbero essere celebrati già partire dal prossimo mese di giugno. Nella lista molti stati americani, Argentina e Uruguay, la Nuova Zelanda e l’Africa del Sud, e ma anche i due della penisola iberica (Spagna e Portogallo), il vicino Belgio…senza dimenticare che se la tendenza generale va verso il doveroso riconoscimento delle unioni, esistono ancora molti paesi nei quali l’omosessualità è punita con la prigione e persino con la pena di morte.

Lotta fratricida su Wikipedia
Si battaglia anche su wikipedia per l’aggiornamento della pagina dedicata a matrimonio per tutti, sulla quale troneggia il seguente monito:

I contribuenti sono tenuti a non ingaggiarsi in una guerra d’edizione, su pena di blocco.
Questo articolo ha subito recentemente una guerra d’edizione nel corso della quale più editori hanno annullato a vicenda le rispettive modifiche. Tale comportamento non collaborativo è vietato dalla regola delle tre revoche (conosciuta anche come R3R Regola dei 3 Rollback, che “ad ogni utente di operare più di tre ripristini su una singola voce di Wikipedia all’interno di un periodo di 24 ore”) In caso di disaccordo prima di ogni modifica si deve ottenere un consenso sulla pagina di discussione.

E nel frattempo l’Italia si divide tra le proposte del Movimento Stelle e quelle del PD sperando…

Via | lcp.fr/videos

Matrimonio per tutti in Francia, il discorso si inasprisce alla vigilia dell’approvazione

Mancano poche ore all’approvazione definitiva della legge che consentirà anche alle coppie omosessuali residenti in Francia di contrarre regolare matrimonio, ma la discussione, dentro e fuori le aule della politica, è ben lungi dal fare l’unanimità.
La degenerazione della discussione sulla legge che permetterà l’adozione del matrimonio per tutti oltralpe, ha assunto toni poco felici e sta spingendo il moltiplicarsi di atti fuori controllo.
Nel frattempo la rappresentante degli oppositori riuniti sotto l’insegna della “Manif pour Tous” annuncia che il suo movimento presenterà alcuni candidati alle prossime elezioni municipali, gettando le basi per un’ondata populista che sembra coinvolgere anche la Francia riunedo alcune aree dell’UMP a quelle del Front National di Marine Le Pen, come lascerebbe pensare la presenza del deputato Gilbert Collard al fianco di alcuni esponenti politici del partito dell’ex-presidente Sarkozy, durante la manifestazione di ieri.

Minacce a Claude Bartolone, presidente dell’Assemblea nazionale che ha ricevuto oggi, 22 aprile 2013, una lettera piena di polvere da sparo, accompagnata, secondo il suo entourage, da un monito a “rinviare il voto definitivo della legge sul matrimonio per tutti”, con il riferimento a sofferenze fisiche riferite ai membri della compagine politica al governo. La missiva, firmata dalla sigla “Interaction des forces de l’ordre”, termina con le seguenti parole:

I nostri metodi sono più radicali e rapidi che le manifestazioni, avete voluto la guerra e l’avrete.

Una protesta che finisce nella polvere, come la bandiera azzurra nelle mani di un bambino stanco, che abbiamo immortalato ieri pomeriggio accanto alla fila d’attesa dinanzi ad una mecca artistica del sud parigino, la Fondation Cartier di Boulevard Raspail. E se c’è chi si oppone con le unghie e con i denti, minacciando ricorsi e chiedendo addirittura la non-applicazione, altri attendono con fervore le 17 di domani:

Immagine da flickr.com

Via | lemonde.fr/mariage-pour-tous

Matrimonio per tutti in Francia, a pochi giorni dal voto definitivo il paese è scosso da radicalismo e omofobia


Nelle fila degli oppositori al disegno di legge del matrimonio per tutti si inseriscono voci molto più violente, il dialogo sociale si inasprisce e si moltiplicano gli atti di aperta omofobia.
Dopo l’aggressione parigina della settimana scorsa, ecco un altro fattaccio avvenuto nella serata di mercoledì 17 aprile 2013, presso il “Vice Versa”, un bar di Lille frequentato da una clientela omosessuale. Quattro uomini dal cranio rasato hanno prima insultato e poi picchiato il proprietario Yoann, il suo socio, un cameriere e alcuni clienti, si sarebbero dati alla fuga, impressionati dalla folla inferocita, per poi essere interpellati dalla polizia a qualche centinaio di metri di distanza. Per spiegare una tale ferocia è lo stesso Yoann a chiamare in causa su France Info, la recente radicalizzazione che circonda il dibattito sulla cosiddetta “Legge Taubira” (dal nome della Guardasigilli che è ormai diventata l’icona del progetto):

Si tratta chiaramente di omofobia, in un contesto nel quale chiunque si definisce omosessuale, lesbico, o gay è in pericolo.

Le reazioni dei leader
Ma l’accaduto, condannato fermamente dal ministro dell’interno d’oltralpe Manuel Valls (al quale la Barjot, portavoce del movimento “Manif pour Tous” ha chiesto di mettere in atto azioni preventive contro i “gruppi identitari”) è solo l’ultimo atto di una serie di accadimenti davvero poco felici, che stanno facendo ripiombare alcuni angoli di Francia indietro di parecchi decenni.

Una discussione parlamentare sempre più acida e una piazza senza freni
Perché il dibattito parlamentare accelerato recentemente per volere del governo, si è degradato considerevolmente nelle ultime settimane in un faccia a faccia sempre più acido. Sempre mercoledì sera la manifestazione dei contrari che ha riunito dinanzi all’Assemblea Nazionale qualche migliaio di oppositori, ha rischiato di trasformarsi in scontro quando una minoranza ha tentato di superare la barriera della polizia per introdursi nell’emiciclo, per finire con 11 richiami in commissariato, danni vari e un’équipe di giornalisti coinvolta. Per non parlare delle iniziative estreme come lo sciopero della fame nazionale, proposto da Camille Bedin, giovane responsabile politica dell’UMP, insieme al fantomatico “Collectif des mères”, per protestare contro l’uguaglianza dei diritti, in un palese controsenso esplicito, come se non si parlasse di esseri umani che, in quanto tali, devono esser considerati uguali dinanzi alla legge.
Assurdità che fanno eco alle dichiarazioni choc di un altro membro dello stesso partito, il deputato Philippe Cochet che all’interno della seduta di ieri, giovedì 18 aprile 2013, come riportato da Le Monde, si è scagliato pateticamente contro la maggioranza affermando a mani giunte: “State assassinando dei bambini…” per poi continuare tra valanghe di fischi aggiungendo “non ho paura del termine, si tratta di una realtà inaccettabile”, definendo ignominioso il comportamento dei ministri.

Photo by PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images.

Via | rue89.com

Matrimonio per tutti in Francia, Hollande preme l’accelleratore, gli oppositori gridano alla dittatura e la rete si infiamma


Il governo francese accelera i tempi di discussione del disegno di legge che apre il matrimonio alle coppie omosessuali, la piazza dei dissidenti grida il suo disappunto e alcuni sentimenti estremisti risorgono.
Ne stanno succedendo di tutti i colori oltralpe, dopo l’approvazione-lampo del Senato e la velocità superiore che ha spinto il governo ad anticipare il secondo passaggio all’Assemblea Nazionale alla settimana entrante. Si teme soprattutto il crescente malcontento degli oppositori, talmente solido da spingere persino alcuni dirigenti della destra locale a cercare di calmare gli animi, un serpeggiare che potrebbe mascherare lo spettro della radicalizzazione e lasciar spazio ad atti estremi.
Nei ranghi dei maggiori gruppi di opposizione, cova in certi casi uno spirito pericoloso, condito di fanatismo che rischia di essere strumentalizzato causando derive indesiderabili, anche se tali movimenti si configurano per il momento come pacifici, stanno spingendo i toni verso l’alto. I militanti che fanno riferimento al collettivo Manif pour Tous ad esempio, non esitano ad utilizzare linguaggi forti e leggermente vittimistici, e a chiamare in causa le più alte cariche politiche, come dimostra il tweet seguente:


e a spingersi fino ad affermazioni rischiose, come quella della portavoce Frigide Barjot, annunciata con una patetica voce rotta, venerdì 12 aprile 2013:

Hollande vuole sangue e l’avrà! Sono tutti furiosi, viviamo in una dittatura.

Le violenze di strada esplodono, in un clima parecchio teso, ma la pista politica, che era stata evocata nelle ultime ore a proposito dell’aggressione subita da due giovani, uno dei quali è Samuel Lafont (oppositore alla legge molto attivo e piuttosto conosciuto sul web) derubati dei loro cellulari e pugnalati nella serata di ieri (sabato 13 aprile 2013) nei corridoi della stazione Odeon della metro parigina, si affievolisce progressivamente, mentre sulla rete esplodono i contrasti verbali.

Photo by FRED DUFOUR/AFP/Getty Images.

Via | delinquance.blog.lemonde.fr

Matrimonio per tutti in Francia, il Senato approva ma persistono gli atti d’omofobia

Come previsto il Senato francese ha approvato stamani (venerdì 12 aprile 2013) il progetto di legge sul matrimonio per tutti, che passerà nuovamente all’Assemblea Nazionale a maggio.
Ve l’avevamo annunciato qualche giorno fa, in occasione dell’approvazione da parte del Senato di Parigi, del primo fondamentale articolo del matrimonio per tutti, ed ecco che il disegno di legge è stato accettato per intero ed è pronto a ripassare di nuovo al Parlamento. Mentre veniva annunciato l’ok, all’esterno della sede del Senato, alcune persone riunite sotto la bandiera della “Manif pour tous” che fa riferimento alla leader Frigide Barjot ed altre sotto le insegne vicine al cattolicesimo integralista dell’Institut Civitas, manifestavano il loro malcontento, non lontano dalla zona della chiesa di Saint-Sulpice, dove erano riuniti i sostenitori del progetto legislativo.
I senatori capitanati dal presidente Jean-Pierre Bel (del PS), si sono quindi espressi a favore dell’insieme degli articoli, scartando gli emendamenti caldi in materia di procreazione medicalmente assistita (PMA) e gestazione in affitto (GPA), rifiutati poiché ritenuti non strettamente attinenti all’area della legge.

Ma il clima non è così unanime come si potrebbe credere, e gli atti di omofobia sono ancora all’ordine del giorno, come dimostra l’aggressione subita da Wilfred de Bruijn, un olandese residente in Francia da dieci anni, vittima di una brutale aggressione avvenuta mentre passeggiava abbracciato al suo compagno nella capitale francese.

Prima foto JACQUES DEMARTHON/AFP/Getty Images, seconda foto MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images.

Via | leparisien.fr/politique

Matrimonio per tutti in Francia, il Senato approva il primo articolo, ma si teme la radicalizzazione degli oppositori


Parigi. 10 Aprile 2013. Volti sorridenti al Senato francese, nel quale nella tarda serata di ieri è stato approvato il primo e fondamentale articolo del progetto di legge per il matrimonio per tutti.
179 voti contro 157 hanno fatto passare il testo che prevede l’unione per le persone dello stesso sesso, rigettando tutti gli emendamenti sollevati dall’opposizione e accettando una definizione detta “conforme” (cioè senza alcuna modifica rispetto alla versione presentata in prima lettura all’Assemblea Nazionale). Dopo una decina di ore di discussione, François Rebsamen, presidente del gruppo del Partito Socialista al Senato, parla con soddisfazione:

Considerate le derive che hanno dato luogo sia a violente manifestazioni di strada che ad eccedenze verbali nell’emiciclo, il voto di quest’articolo segna una vittoria nella lotta contro l’omofobia, quella della tolleranza e della democrazia.

Il Senato dovrebbe ultimare l’esame del progetto entro la fine della settimana, per poi ritornare nuovamente alla camera dei deputati probabilmente intorno alla fine di maggio.
Nel frattempo Frigide Barjot, la portavoce della Manif Pour Tous, organizzatrice delle proteste di piazza, ha già annunciato una nuova mobilitazione, ma quel che spaventa è il rischio populista. Una minaccia reale che si condensa proprio intorno a questioni come questa, capace di unire trasversalmente buona parte dei gruppi della destra, che siano d’anima cattolica, conservatrice o semplicemente estremista, sostenuta in gran parte da un misterioso gruppo di resistenza che si definisce “printemps français”.

Photo by JACQUES DEMARTHON/AFP/Getty Images.

Via | franceinfo.fr/politique

Matrimonio per tutti in Francia, la parola al Senato che resta combattivo ma poetico


Giovedì 4 aprile 2013. Dal Senato francese che ha cominciato questo pomeriggio a discutere in merito al progetto di legge sui matrimoni per tutti, giungono appelli al rispetto della complessità sociale, in un dibattito che si annuncia caldo data la stretta maggioranza della compagine del partito socialista nella seconda assemblea. Nel frattempo i dissidenti guidati da un personaggio ambiguo come Frigide Barjot hanno protestato poco lontano da dove si svolgevano i lavori e la diretta twitter di Le Monde riporta le dichiarazioni di Bonnefoy (PS):


Secondo il quale non esistono standard precisi da applicare in maniera univoca alla famiglia nella società attuale. 
Un passaggio piuttosto teso che, dopo l’approvazione in parlamento, apre una nuova fase del dibattito, corrispondente ad un momento di grande polemica che sta destabilizzando il governo Hollande, e una tappa nella quale i senatori d’oltralpe dovranno analizzare le specifiche di quello che si presenta come un cambiamento epocale in tema di diritto di famiglia e riconoscimento ufficiale per le coppie omosessuali.
Per seguire le evoluzioni è disponibile una diretta video sul sito del Senato, con tanto di elenco egli interventi previsti.
E se l’hashtag #mariagepourtous resta valido, per seguire gli aggiornamenti su twitter è consigliabile far riferimento anche a #directsenat.

Photo by JOEL SAGET/AFP/Getty Images.

Via | senat.fr

Matrimonio per tutti in Francia: la manifestazione che è sfuggita di mano agli oppositori, lacrimogeni e tafferugli a due passi dagli Champs-Élysées


Nel pomeriggio di ieri, domenica 24 marzo, a poco più di una settimana dall’arrivo in Senato del disegno di legge sui cosiddetti “Matrimoni per tutti” si è svolta a Parigi una grande manifestazione organizzata dai detrattori del progetto fortemente sostenuto dal governo Hollande, ma finita in scontri con le forze dell’ordine. Un’occasione che prosegue nella linea delle “manif pour tous” ed è stato definito dal suo speaker come “Un grande esercito che si alza”.
In pratica una marea umana, formata da alcune centinaia di migliaia di persone (300,000 secondo le stime ufficiali della polizia e 1,4 milioni per quelle ufficiose degli organizzatori) che hanno occupato il tratto dell’Avenue de la Grande Armée che collega il moderno quartiere affaristico de la Défense all’Arc de triomphe della P.zza dell’Etoile, spingendo contro i numerosi di membri delle forze dell’ordine in assetto antisommossa e guadagnandosi una bella dose di lacrimogeni e qualche manganellata.
Una violenza causata da un certo radicalismo politico che ha animato quest’ultima testimonianza di opposizione sociale, dimostratasi ben più radicale delle precedenti.
Tra fotomontaggi che paragonavano l’evento alla primavera araba e inviti a munirsi di tende da campo e maschere bianche per simbolizzare la presunta impossibilità d’espressione.


Quel che è certo è che, la scelta di invadere un luogo dall’alto potere simbolico come gli Champs Elysées, spinta anche su twitter dall’account di “Boulevard Voltaire”, sito d’informazione di estrema destra messo in piedi da Robert Ménard, ex-segretario di Reporters sans frontières, sui quali ebbe luogo nel 1968 la grande contro-manifestazione di sostegno al Generale de Gaulle, che viene considerata come chiusura del “maggio francese”, più che risvegliare le coscienze ha portato al fermo di una decina di manifestanti, accompagnati dalla portavoce Frigide Barjot e da molti politici dell’UMP, tra i quali anche il presidente Jean-François Copée l’ex-Premier ministre Jean-Pierre Raffarin.

Photo by PIERRE ANDRIEU/AFP/Getty Images.

Via | lemonde.fr

Matrimonio per tutti in Francia: votato all’Assemblea passa al Senato con un discorso poetico


329 contro 229, con 10 astenuti, ecco i numeri del voto solenne della legge sui matrimoni per tutti, discussa in ben 18 giorni di passione all’Assemblea Nazionale francese e passata nel pomeriggio di oggi, 12 febbraio 2013, per una delle tappe principali del suo iter. Ormai il tutto passa al Senato che esaminerà il testo a partire dal 2 aprile. Nel frattempo si respira aria di conquista a sinistra, dopo una sessione che ha portato alla votazione di quella che è considerata quasi da tutti come la prima grande riforma sociale del governo Hollande. E il veliero ha superato agevolmente qualche tempesta, spinto da una maggioranza piuttosto combatta capitanata dal combattivo Ministro della Giustizia Christiane Taubira.

Era stata lei ad aprire il battito, lei ad accenderlo con la circolare per il riconoscimento della nazionalità ai figli di cittadini francesi nati all’estero con la pratica dell’utero in affitto, ed è ancora lei a chiudere le danze con un ultimo discorso rivolto soprattutto agli scontenti deputati della destra, che nell’atto di lasciare la sala i sono visti apostrofare ironicamente e poeticamente con le seguenti parole:

Ci sono cose che questo testo non potrà compiere. Non sopprimerà i giochi degli innamorati, omosessuali o eterosessuali…Signori, ci saranno sempre molte donne per guardarvi, per osservarvi e per cercare di scorgere dietro l’armatura la tenerezza che a volte vi abita, donne per trovare i difetti che si nascondono nelle vostre apparenze affabili e per discernere nell’intreccio dei vostri talenti e delle vostre debolezze, se siete capaci di tracciare rotte sul mare come lo scrittore Antonio Machado.

Via | lemonde.fr/politique

Matrimonio per tutti in Francia: approvati i ventiquattro articoli resta il voto solenne e la legge passerà in Senato


Alle 5.40 di stamani, quando il sole non era ancora sorto su Parigi, Claude Bartolone, presidente dell’assemblea Nazionale francese, ha annunciato la fine della ventiquattresima seduta dedicata al progetto di legge sull’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali. Un sospiro di sollievo per i deputati coinvolti in una maratona lunga 110 ore per approvare i ventiquattro articoli della legge che definisce i termini del cosiddetto ‘matrimonio per tutti’. Resta la votazione solenne di martedì prima di passare al Senato, che discuterà a sua volta la legge a metà marzo.

Dieci giorni e 4.999 emendamenti dopo, si chiude la prima fase di uno dei testi più dibattuti della V Repubblica (il settimo per essere precisi in una serie che comprende non a caso già il PACS), un successo per il governo Hollande confermato dall’omaggio dei ranghi PS allo spirito battagliero del Ministro della Giustizia, portabandiera del progetto, solo leggermente offuscato dalla tristezza dell’UMP. Un sentimento che emerge dalle parole di Christian Jacob che insieme al tradizionale coro di paure legate all’incremento dell’immigrazione causata dalla nuova misura di tolleranza, ha riferito una certa delusione nei confronti di una maggioranza rea di:

essersi attaccata all’istituzione del matrimonio per soddisfare un desiderio degli adulti a detrimento del diritto dei bambini.

Nell’immagine il Palais Bourbon, sede del Parlamento francese. Parigi, 4 febbraio 2013. AFP PHOTO JOEL SAGET (Photo credit should read JOEL SAGET/AFP/Getty Images)

Via | liberation.fr/politiques

Matrimonio per tutti, notti bianche e polemiche storiche all’Assemblea Nazionale Francese tra triangoli rosa e neri


Ci eravamo già stupiti lunedì mattina di scoprire che la riunione iniziata alle 21.30 di domenica sera, si è in realtà prolungata ben oltre il classico “orario massimo” dell’una. I deputati francesi hanno infatti proseguito il loro dibattito realizzando una vera notte bianca in parlamento, allietata da qualche pausa e da una infornata mattutina di pain au chocolat che sembra abbia raccolto l’unanimità nell’emiciclo. C’è da dire che l’argomento “oblige” a certi sacrifici, data la sua serietà e le ricadute sociali, le forti opposizioni e il numero impressionante di emendamenti e dettagli da regolare.

Tra triangoli rosa e triangoli neri
Ma è nella giornata di ieri che il dibattito si è mutato in vero e proprio conflitto dalle sfumature a tratti grottesche. Un clima elettrico che nella serata è scoppiato in confronto piuttosto accanito tra i deputati dell’UMP guidati da Christian Jacob, e la guardasigilli Christiane Taubira. Il motivo del contendere sono state proprio due espressioni dal portato storico ed emotivo non trascurabile contenute in una dichiarazione del deputato di destra Elie Aboud, che citando un “pedopsichiatra riconosciuto” non ha esitato ad affermare:

si allerti tutta la società perché non é di un triangolo rosa che si parla, ma di un triangolo nero.

Con chiara allusione ai triangoli rosa, utilizzati nei campi di concentramento per indicare gli omosessuali di sesso maschile, e a quelli neri riferiti ai persecutori.
Il Ministro della Giustizia è intervenuto di forza definendo inqualificabili le parole di Aboud e ricordando a tutta l’assemblea l’opportunità di adattare le parole al luogo in cui sono proferite.
Una “questione di vocabolario” insomma e di rispetto, che probabilmente non sarà la sola deriva di queste bollenti settimane della politica d’oltralpe.

Via | tempsreel.nouvelobs.com

Matrimonio per tutti in Francia, passa il primo articolo ma continuano le manifestazioni degli oppositori

Un muro denso di più di 4.000 emendamenti della destra non ha impedito all’Assemblea Nazionale francese di approvare nella tarda mattinata di ieri, e con 249 voti a favore e 97 contrari il primo articolo della nuova legge che apre il matrimonio anche alle coppie omosessuali, rifiutando inoltre la creazione di uno specifico caso di obiezione di coscienza per i sindaci. I lavori, che si prolungheranno se necessario in una serie di incontri giornalieri non-stop fino al dieci febbraio, sono incentrati sulla discussione di una legge che potrebbe dare un nuovo volto alle unioni civili d’oltralpe.
E i deputati sono stati convocati anche oggi in tre appuntamenti domenicali, dopo la seduta delle 10, attualmente ancora in corso, ci saranno infatti quelle delle 15 e delle 21.30, durante le quali si parlerà ancora in incontri aperti al pubblico, del progetto di Legge n° 344, depositato il 7 novembre 2012, e destinato all’estensione del matrimonio alle coppie composte da individui dello stesso sesso. Resta il nodo delle adozioni e della maternità, che non sarà semplice sciogliere.

Le delibere del 2 febbraio

E’ stato quindi stabilito quanto segue:

Art. 143. – Il matrimonio si contrae tra due persone di sesso differente o dello stesso sesso.
Art. 202-1. Le caratteristiche e le condizioni richieste per poter contrarre un matrimonio sono regolate dalla legge personale di ognuno dei due sposi.
Tuttavia due persone dello stesso sesso possono contrarre matrimonio nel caso in cui lo permetta per almeno una di loro, la legge personale o la legge dello stato sul cui territorio ella ha stabilito il suo domicilio o la sua residenza.

Una circolare che fa polemica
Ma uno “scivolone” della sinistra ha rischiato di rendere più difficile l’iter della legge, conferendo un’ottima arma ai suoi più feroci detrattori. Il Ministro della Giustizia Christiane Taubira ha infatti diffuso una circolare con la quale si invitano i tribunali a non ostacolare la naturalizzazione di bambini nati all’estero da madri surrogate, secondo la pratica, non legale in Francia, dell’utero in affitto. Un provvedimento che ha spinto una parte della destra ad affermare polemicamente che il governo starebbe preparando il terreno per legalizzare la gestazione esterna.

Proteste degli oppositori in strada
Nel frattempo la piazza è sempre più accesa e, dopo la grande manifestazione di protesta del 13 gennaio, le autorità di polizia hanno riferito di aver contato già alle 16 di ieri, circa 80.000 oppositori riuniti in 80 gruppi o défilés.

Nell’immagine sostenitori del matrimonio per le coppie omosessuali, nella grande manifestazione tenutasi a Parigi il 27 gennaio 2013. AFP PHOTO / THOMAS SAMSON (Photo credit should read THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)

Via | lepoint.fr/societe