Anniversario della battaglia di Stalingrado, Putin: “Combattere contro mistificazioni”

L’assedio durò sei mesi, la città resistette con ingenti perdite. Alla fine, a Stalingrado erano sopravvissuti solo 10mila abitanti.

Per una settimana Volgograd torna Stalingrado. Oggi si ricorda infatti il 70esimo anniversario della fine della battaglia che, il 2 febbraio 1943, poneva fine all’assedio nazista durato sei mesi. Una battaglia da due milioni di morti, la più cruenta della storia. Nel centro della città, le celebrazioni sono iniziate con la parata militare: soldati in uniforme d’epoca e un carro armato T34 hanno sfilato tra la folla.

In città, per ricordare degnamente quella data, è arrivato pure il presidente Vladimir Putin, che ha ricordato in un discorso alla vigilia: “Dobbiamo fare di tutto per mantenere viva la memoria di Stalingrado. Dobbiamo combattere contro i tentativi di raccontare bugie sugli eventi della Seconda guerra mondiale, contro coloro che mistificano i fatti e che spudoratamente cancellano gli atti eroici di coloro che liberarono il mondo”.

Le celebrazioni si svolgono non senza polemiche per la decisione della Duma di cambiare il nome della città per una settimana. Prima di venire a Volgograd, Putin ha ricevuto al Cremlino 200 veterani. Poi, il trasferimento verso una delle città simbolo della Seconda guerra mondiale. Nel tentativo di espugnare Stalingrado, i tedeschi e gli alleati persero un milione e mezzo di soldati, 3.500 carri armati e 3mila aerei. Una decimazione di mezzi e uomini che fu decisiva per la sconfitta del nazifascismo.

L’Operazione Blu è stata poi materia di studio per gli storici, ma anche soggetto di libri e di film, in particolare da parte dei russi che hanno celebrato la grande epopea sovietica. Insieme all’assedio di Leningrado e all’Operazione Barbarossa che avrebbe dovuto portare, secondo Hitler, all’invasione dell’Unione Sovietica. Alla fine della battaglia di Stalingrado, in città erano rimasti solo 10mila abitanti. Oggi sono un milione. E ricordano.