Ore 12 – Jolly G8 per Berlusconi. E il Pd fa il gioco dell’oca

Mentre Silvio Berlusconi gioca il jolly del G8 (se gli va bene risale la china, altrimenti imbocca la discesa del ko finale), nel Pd fanno il gioco dell’oca, rischiando di precipitare nella casella da cui i soggetti fondatori, Ds e Margherita, erano partiti. Il problema non è la diversità delle posizioni precongressuali. E’ anzi un

Mentre Silvio Berlusconi gioca il jolly del G8 (se gli va bene risale la china, altrimenti imbocca la discesa del ko finale), nel Pd fanno il gioco dell’oca, rischiando di precipitare nella casella da cui i soggetti fondatori, Ds e Margherita, erano partiti.

Il problema non è la diversità delle posizioni precongressuali. E’ anzi un bene che ci si confronti su opzioni diverse e chiare.

Ma qui l’obiettivo è la resa dei conti finale.

La trama, il trabocchetto, l’agguato, sostituiscono il confronto delle opinioni. I (mal)fatti personali e le debolezze dei singoli personaggi sostituiscono le idee e la politica. Non conta ciò che si dice, ma chi dice cosa. Lapis rosso o blu a seconda della cordata. E’ iniziata la corsa ad eliminazione. E’ la sfida al Pd corral.

Ogni corrente vuole dominare sull’altra e chi vince vuole cancellare chi perde. Demolire, altro che costruire!

E pensare che Lenin fece ministri nel suo primo governo i (veri) capi bolscevichi che avevano votato contro la rivoluzione.

Avviato così come è stato avviato, il congresso del Pd non può interessare gli italiani.

In tutti i partiti è il congresso che elegge il segretario, cioè il leader di quel partito. Nel Pd non sarà così. Il congresso (composto dagli iscritti del Pd) proporrà i tre candidati che, superando il 5 per cento, andranno alle primarie, dove chiunque può votare.

E’ una scelta suicida, che attizza il fuoco dello scontro finale fra la politica (iscritti, apparato, dirigenti) e l’antipolitica (gli elettori, i supporter, i media e, perché no, gli elettori/iscritti di altri partiti, ecc.).

Come nota Geronimo sul Giornale: “si rischia di eleggere un segretario che non ha la maggioranza tra i propri iscritti. Insomma elettori contro la casta”.

Virtuosismi tecnicistici di pseudo democrazia in sostituzione della politica.

Siamo al peggior populismo e alla “spiccia” demagogia, un perverso impasto fra il democraticismo assembleare dei movimenti sessantottini, la infatuazione perniciosa della rivoluzione culturale delle guardie rosse cinesi, il berlusconismo riveduto in peggio.

Il presidente Napolitano dice che la crisi della politica non è la crisi della democrazia. Ma De Gasperi ricordava spesso che la democrazia di un partito è lo specchio della democrazia di un Paese.