Messina: confiscati beni per 50 milioni di euro ai fratelli Pellegrino

Beni per 50 milioni di euro sono stati sequestrati dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Messina, su richiesta della Dia. Destinatari del provvedimento i fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, che – come riporta il Giornale di Sicilia – sono considerati dagli inquirenti “esponenti di spicco di un gruppo criminale affiliato al clan del

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Beni per 50 milioni di euro sono stati sequestrati dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Messina, su richiesta della Dia. Destinatari del provvedimento i fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, che – come riporta il Giornale di Sicilia – sono considerati dagli inquirenti “esponenti di spicco di un gruppo criminale affiliato al clan del boss mafioso Giacomo Spartà”.

È la più grossa confisca patrimoniale mai effettuata a Messina e provincia. I due fratelli avrebbero gestito l’intero settore della produzione di calcestruzzo e movimento terra a Messina, incrementando il loro volume di affari del 1000% in pochi mesi. Dalle indagini, condotte dalla Dia è anche venuto fuori che le forniture di calcestruzzo in molti casi sarebbero state “depotenziate”. Scrive L’Essenziale:

“per quanto riguarda i calcestruzzi a dosaggio è stato individuato un ammanco sistematico di 20 kg/mc per i prodotti 200/300 e 30 kg/mc per il dosaggio 80, ammanco che si configura come frode commerciale”. Secondo il consulente tecnico l’utilizzo di cemento “impoverito” sarebbe stato proddotto non solo per realizzare insediamenti abitativi privati, ma perfino grandi opere pubbliche come il nuovo approdo di Tremestieri, il cui molo ha presentato dopo pochi mesi vistose crepe. E di calcestruzzo depotenziato si parla nelle intercettazioni telefoniche dei fratelli Pellegrino nell’operazione antimafia “Lux”.

Tra i beni confiscati, che erano stati posti sotto sequestro già il 24 giugno dell’anno scorso, ci sono quote sociali di 5 società, 39 immobili, tra cui terreni ville e appartamenti, 40 mezzi, 20 rapporti bancari e polizze assicurative per oltre 200.000 euro.

Foto | Giornale di Sicilia

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