Elezioni 2013 – Vittorio Feltri contro Berlusconi: “Le liste del Pdl fanno vomitare e ci sono 10 mignotte”

“La Polverini nel Lazio fa perdere voti”

di andreas

Al solito, Vittorio Feltri usa un linguaggio pacato per esprimere il suo disappunto sulle liste del Pdl messe a punto da Silvio Berlusconi. L’attacco, strano ma vero, non arriva dalle colonne de Il Giornale – di proprietà della famiglia Berlusconi – ma dai microfoni de La Zanzara. A provocare lo sdegno di Feltri è la candidatura della Polverini in Lazio. Una scelta che non aiuta, visto che la ex presidente della Regione Lazio è reduce dallo scandalo Fiorito in cui si è trovata pesantemente coinvolta.

Berlusconi ha ricandidato i soliti, con operazioni incomprensibili come mettere la Polverini nel Lazio che fa perdere i voti per la vicenda Fiorito. Ma non potevano metterla da un’altra parte, magari in Trentino? La Polverini è un respingente perché quella storia dei soldi ha indignato tutti. Poi certe persone che volevano andare con Monti, vedi la Roccella, sono state ricandidate e premiate


Scelte che rallentano il rinnovamento della classe dirigente del Pdl, che premiano chi aveva minacciato di andarsene e rischiano di allontanare ulteriormente i delusi del Pdl. Ma c’è di più, anzi, ci sono in lista “dieci mignotte”. Chi sono non è dato saperlo, e indagare è rischioso, visto che cercare di spulciare i nomi vuol dire automaticamente additarle a ‘mignotte’ con tutto quello che potrebbe comportare.

Non siamo mica nati ieri e sappiamo che ha candidato di nuovo delle mignotte. Sì, mi riferisco alla mignottocrazia, ho visto dei nomi che immediatamente richiamano alla mignottocrazia. È cambiato troppo poco rispetto alle aspettative, la serietà delle persone è importante. Un censimento è difficile e vedendo le liste, volando basso, mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte, intese come persone che si adattano a fare qualsiasi cosa, che fanno quegli esercizi che non sono titolo di merito. Non è che se io faccio una scopata allora merito un aumento di stipendio

Ma lo sdegno del Fascio Vittorio è serio, visto che addirittura medita di non votare Pdl, lui che da sempre è un iperberlusconiano critico. E quindi chi si può votare? Giannino gli piace, ma non si è alleato con nessuno e quindi sarebbe un voto buttato. Meglio dirottare su Grillo e sul Movimento 5 Stelle.

Sì, il mio giudizio non è cambiato. Voterei Giannino ma non si è alleato con nessuno, Berlusconi l’ho sempre votato perchè era il meno peggio. Ma pur di non far vincere la sinistra potrei turarmi di nuovo il naso e votare qualcos’altro

E chi potrebbe essere questo “qualcos’altro”, Grillo a parte? Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia – il movimento che doveva rinnovare il centrodestra per superare Berlusconi, ma poi ha candidato La Russa e si è alleato proprio con Berlusconi – coglie la palla al balzo sul suo profilo Facebook per cercare di conquistare un endorsement prestigioso:

Caro Feltri, non sei costretto a tapparti il naso per votare il Pdl che candida “la respingente Polverini”, “dieci mignotte” e quelli che fino a ieri erano i supporter di Monti. Nella coalizione di centrodestra c’è un partito che si può votare a testa alta, che sceglie i propri candidati in virtù del loro radicamento sul territorio, che esclude gli impresentabili e che non scende a nessun compromesso con chi strizza l’occhio a Monti e ai tecnocrati: questo è Fratelli d’Italia. Sarebbe per noi un onore avere la tua amicizia.

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