Monte dei Paschi di Siena: i vertici accusati di ‘associazione per delinquere’

Una cupola orientava il business.

di andreas

Non più solo aggiotaggio, false comunicazioni, truffa, turbativa: adesso le ipotesi di reato nei confronti dei vertici del Monte dei Paschi di Siena (l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex direttore generale Antonio Vigni, l’ex capo dell’Area finanza Gianluca Baldassarri e del suo vice Alessandro Toccafondi più numerosi manager) prende una forma diversa. La convinzione dei pm, come riporta il Corriere della Sera, è che questi non fossero reati slegati, ma un unico grande disegno criminale che fa parlare i pubblici ministeri di “associazione a delinquere”.

E quindi i vertici di Mps avrebbero – tutti assieme e di concerto – firmato un patto segreto con i vertici del Banco Santander per truccare i conti e far salire il prezzo, provocando una plusvalenza di oltre due miliardi di lire. Su queste basi, i pm dovrebbe imprimere una notevole accelerata alle indagini. Le prossime mosse le spiega proprio il Corriere:

Già questa mattina i magistrati potrebbero ottenere indizi utili con l’interrogatorio di alcuni testimoni ritenuti preziosi per ricostruire quanto accadde dal 2007 in poi. Si comincia con i contatti e gli accordi preliminari presi tra Mps e Santander, per arrivare al contratto da un miliardo di euro siglato con Jp Morgan e poi a quelle operazioni sui derivati tenute segrete anche per gli azionisti. Manovre finanziarie e speculative che hanno creato una voragine nei conti di Mps costringendo i manager rimasti in carica fino all’aprile 2012 a cercare strade alternative, spesso ulteriormente rischiose, per cercare di ripianare il debito.

Ma dovranno anche spiegare il perché dell’acquisto di una banca, Antonveneta, per 9,3 miliardi di lire: 3 in più di quanto l’aveva pagata Santander pochi mesi prima. Ed è per questo che sotto accusa, ma questa volta dalla procura di Trani, sono finiti anche Bankitalia e la Consob, che avrebbero dovuto meglio vigilare sull’operazione che è all’origine di tutti i guai di Mps. Ma su tutta la questione c’è molto riserbo, per evitare il panico tra i correntisti che in questi giorni stanno iniziando a mettersi in fila per chiedere informazioni, ma anche per chiudere i conti. Per questo il procuratore capo di Siena, Tino Salerno, specifica che “nessuna informazione è stata, né sarà diffusa in considerazione del rispetto dovuto al segreto investigativo, al mercato ed ai risparmiatori”.

Dopo il crollo del titolo nella Borsa di ieri, si cerca di evitare che la situazione possa peggiorare ulteriormente, ma senza per questo fermare le indagini. Che si focalizzano su due fasi: l’aquisto di Antonveneta e i finanziamenti ricevuti da una cordata guidata da Jp Morgan per permettere a Mps di comprare Antonveneta. Ma non solo:

Poco o nulla rispetto a quanto è poi emerso in seguito, con contestazioni gravissime che disegnano l’esistenza di una vera e propria «cupola» alla guida della banca. Manager guidati da Mussari e Vigni che avrebbero pianificato gli investimenti senza informare gli azionisti e soprattutto rispondendo con relazioni «non veritiere» alle richieste di chiarimenti e delucidazioni che arrivavano da Palazzo Koch.