Irpinia, bus precipitato dal viadotto: c’era un guasto ai freni

Secondo uno dei periti nominati dalle parti interessate, il bus aveva perso pezzi del sistema di trasmissione e l’impianto frenante era andato fuori uso.

Sono finora 17 i periti nominati dalle diverse parti in causa, tra indagati e parti lese coinvolti nell’incidente del bus che lo scorso 28 luglio è precipitato da un viadotto in Irpinia. Secondo uno degli esperti interpellati, il pullman aveva un guasto ai freni.

In particolare, l’avvocato Andrea Pianese, che affianca la famiglia Del Giudice che a causa dell’incidente ha perso tre famigliari, i pezzi che sono stati trovati sulla carreggiata dell’autostrada Napoli-Bari che stava percorrendo il bus, appartenevano proprio a quest’ultimo eccetto uno. 

In base alle informazioni emerse dagli esami tecnici condotti finora, a causa della perdita dei pezzi del sistema di trasmissione avvenuta circa due chilometri prima che il bus imboccasse il viadotto, l’impianto frenante principale ha subìto un guasto e il sistema frenante meccanico ha funzionato solo su una ruota, per questo prima di cadere dal viadotto il veicolo ha sbandato seguendo una traiettoria molto irregolare che lo ha portato a tamponare numerose automobili. 

Tra l’altro permane un alone di incredibile sfortuna intorno a questo incidente, tanto che uno dei periti, mentre svolgeva un sopralluogo, si è ferito battendo una testa contro una trave ed è stato portato presso l’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino per essere medicato.

Intanto è sempre aperta l’inchiesta per omicidio plurimo. Ricordiamo che sulla A16 quella tragica notte sono morte 39 persone provenienti per lo più dai comuni di Giugliano, Mugnano di Napoli e Marano. Erano state in gita in Puglia e l’incidente è avvenuto durante il ritorno a casa, proprio a pochi chilometri dall’arrivo.

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