Elezioni 2013: Imu, tutte le proposte dei partiti

La posizione di partiti e coalizioni sull’Imu

di guido

È la tassa più odiata, non tanto per il suo importo quanto perché tocca un bene, la casa, che per gli italiani è sacro. L’ha messa il governo Monti, con i voti di PD e Pdl, riprendendo e modificando una norma già ideata dal governo Berlusconi. Ora lo stesso Monti dice di volerla attenuare, mentre Berlusconi ne invoca l’abolizione come già fatto per l’Ici dopo aver vinto le elezioni nel 2008. Poi c’è Bersani che vuole rimodularla. Vediamo allora tutte le proposte dei partiti per l’Imposta Municipale Unica.

Pdl: abolizione. La proposta del Pdl è chiara è netta: l’Imu sulla prima casa va abolita, con eccezione per le abitazioni di particolare lusso. Berlusconi rinnega il voto favorevole al provvedimento e lo giustifica solo con il “senso di responsabilità”. Per quanto riguarda i fondi necessari al taglio dell’Imu, Berlusconi ha parlato di un piano stilato dall’ex ministro Brunetta per coprire la cifra necessaria con un aumento di varie imposte come quella sui tabacchi, sugli alcolici e sui giochi. In più, secondo il Pdl, l’abolizione della tassa aumenterebbe il potere d’acquisto delle famiglie e permetterebbe di uscire dalla recessione.

PD: rimodulazione. Il PD non rinnega il voto favorevole all’Imu, ma la vuole riformulare in modo che sia progressiva e non colpisca i meno abbienti. Bersani ha parlato di una soglia di esenzione di 500 euro e la copertura del minor gettito con un’aliquota più alta sugli immobili di pregio. Il responsabile economico Fassina ha spiegato più nel dettaglio: l’Imu diventerebbe un’imposta comunale del 4 per mille su tutti gli immobili (anche la prima casa) applicata a una base imponibile da definire con la riforma del catasto. A questa, il PD affiancherebbe un’imposta statale sul patrimonio immobiliare, a eccezione della prima casa con valore inferiore al milione e mezzo di euro.

Monti: rivedere le esenzioni. Anche il padre di questa tassa senza padri non è soddisfatto dell’Imu, e proprio nei giorni scorsi, nell’ambito di un più vasto processo di diminuzione delle imposte, ha spiegato che dal 2013 l’imposta potrà essere riformata con un aumento delle detrazioni sulla prima casa da 200 a 400 euro. Inoltre ci saranno nuove esenzioni per gli anziani e per i figli a carico. Per questi ultimi, la soglia passerà da 100 a 200 euro di detrazione a figlio, per un totale di 800 euro. I fondi verranno presi da quanto risparmiato con i tagli alla spesa corrente.

Rivoluzione Civile: no Imu, sì alla patrimoniale. Il movimento di Ingroia vuole abolire completamente l’Imu sulla prima casa, ma estendere l’imposta agli immobili della Chiesa e delle fondazioni bancarie. Il mancato gettito provocato dall’abolizione dell’imposta sulla prima casa sarà compensato da una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze e da un inasprimento della lotta all’evasione fiscale.

Movimento 5 Stelle: Imu incostituzionale. Nelle 15 cartelle del programma del M5S non si fa riferimento all’Imu, ma in più occasioni Beppe Grillo e i suoi hanno dichiarato di voler abolire l’imposta sulla prima casa perché è incostituzionale e non progressiva. Non è però chiaro come compensare il mancato gettito, e in un’intervista il sindaco di Parma Pizzarotti ha ammesso che, senza l’Imu, sarebbe costretto a tagliare molti servizi.

Fermare il declino: Imu progressiva. Nei 10 punti del programma di Fare per Fermare il declino non viene mai citata l’Imu, ma si parla più in generale di un calo di 5 punti della pressione fiscale. Tuttavia il movimento di Oscar Giannino ha pesantemente criticato la “boutade” di Berlusconi sul taglio dell’Imu, ribattendo che questo taglio senza un intervento sulla spesa pubblica e una più generale riforma del fisco sarebbe irresponsabile. Fid ritiene perciò indispensabile il gettito dell’Imu, almeno finché non si sarà intervenuti a fondo sulla spesa pubblica, ma propone di rendere la tassa più progressiva.

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