Debora Serracchiani: “Io sto con Franceschini. Bersani e D’Alema sono l’apparato”

L’enfant-prodige Debora Serracchiani, nome nuovo del Pd, portato alla ribalta da Youtube e da un celebre discorso “fuori dai denti” pronunciato davanti agli stati maggiori del partito, getta la maschera. Ma non candidandosi alla segreteria in nome del rinnovamento, come molti si aspettavano. No. Accettando di fatto la profferta di Dario Franceschini di essere la

di luca17

L’enfant-prodige Debora Serracchiani, nome nuovo del Pd, portato alla ribalta da Youtube e da un celebre discorso “fuori dai denti” pronunciato davanti agli stati maggiori del partito, getta la maschera. Ma non candidandosi alla segreteria in nome del rinnovamento, come molti si aspettavano. No. Accettando di fatto la profferta di Dario Franceschini di essere la sua vice e appoggiandolo contro “l’apparato”.

Un’intervista concessa a Repubblica, intitolata “Io non corro, sosterrò Franceschini. D’Alema e gli altri sono l’apparato”, in tal senso è rivelatrice.

Che cosa non le piace di Bersani?
“Rappresenta l’apparato. In tutto, linguaggio compreso. Parlano ancora di piattaforma programmatica, un’espressione che proprio non si può più sentire. Non mi sono piaciuti i modi della sua candidatura. Da un anno è un candidato a prescindere, come direbbe Totò. A prescindere dall’avversario, dal segretario in carica, dal risultato elettorale, da tutto”.

Quindi, non ha avuto dubbi a schierarsi con Franceschini?
“Nemmeno mezzo. Di qua c’è il progetto del Pd, dall’altra parte c’è D’Alema. Io sto col Pd”.

Perché ha scelto di stare dalla parte di Franceschini?
“Perché è il più simpatico”


Franceschini dunque è il nuovo che avanza. Un nuovo che dovrà risollevare il partito dal crollo del 7% (dal 33 al 26) avvenuto proprio sotto la sua direzione, e che desta più di una perplessità. È davvero sicura la Serracchiani di non essersi fatta fregare dalle prime perline colorate che la dirigenza le ha spacciato per pietre preziose?

E di converso, anche il Pd non si è dimostrato un po’ precipitoso a cooptare nei suoi ranghi dirigenziali una illustre signora nessuno che fino a prova contraria non ha ancora portato alcun contributo di rinnovamento vero se non la sua inesperienza personale? Parlando di nomi nuovi, non per incensarlo, ma Matteo Renzi – il neo-sindaco di Firenze – appare davvero di un’altra statura.

Per il momento comunque la nostra Debora può godersi il sondaggio dell’Espresso, che la vede nettamente al comando tra i nomi preferiti per la guida del partito.

Foto| il Giornale del Friuli

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