The Rugby Championship: Argentina coi cojones, ma non basta

Si è conclusa a Mendoza la seconda partita di giornata del torneo dell’Emisfero Sud.

Un’Argentina neppure lontana parente di quella squadra senz’anima vista a Soweto una settimana fa rende la sfida di Mendoza una vera battaglia. Combattuta, equilibrata, emozionante, con la difesa dei padroni di casa che spegne quasi ogni pensiero sudafricano. Ma alla fine gli Springboks superano la trincea.

Cambio di continente e cambio di musica, almeno all’inizio. L’Argentina inizia con carattere e cattiveria e nel giro di un paio di minuti trova la meta subito con Leguizamón che schiaccia di prepotenza per il vantaggio dei padroni di casa. Dopo la meta, però, reagisce il Sud Africa con i Pumas che tornano a essere un po’ troppo confusi palla in mano. Soffrono anche in mischia chiusa i sudamericani e dopo aver perso l’introduzione subiscono anche una punizione che permette a Morne Steyn di riportare gli Springboks sotto. Al 10′ un fuorigioco di Basson manda questa volta Contepomi sulla piazzola e il capitano argentino non tradisce i tifosi dell’Estadio Malvinas. Spingono gli ospiti vicino alla linea di meta, prima con Habana e poi con gli uomini del pacchetto di mischia, ma sbagliano e Contepomi recupera, perdendo poco dopo a sua volta l’ovale su un calcetto e meta facile per Bjorn Basson al largo per il 10-10. Poco dopo rischia la seconda meta il Sud Africa, ma Landajo anticipa Etzebeth in area di meta e nulla di fatto.

Difende bene l’Argentina, ma commette falli che Steyn non piazza, ma manda in touche guadagnando metri e puntando al bersaglio grosso. Non colpendolo e, così, il gioco si mantiene equilibrato, con fiammate da una parte e dall’altra che, però, non si concretizzano. Si arriva così alla mezz’ora di gioco senza che succeda nulla di che, fino al 32′ quando commettono fallo i sudafricani e Contepomi cerca i pali. E’ lontano, centrale e sbaglia e si resta così sul 10 pari. Spinge l’Argentina, soffre il Sud Africa, commette falli, ma non basta per fermare Marcelo Bosch che schiaccia in meta e riporta avanti i padroni di casa con un bel buco centrale. A tempo quasi scaduto arrivano i tre punti di Morne Steyn che fissano il risultato del primo tempo sul 17-13 per un’Argentina lontanissima parente di quella vista a Soweto.

Dopo aver difeso bene a inizio ripresa l’Argentina commette fallo dopo 5 minuti, ma Welsh chiede il TMO per un presunto eye-gough, ma dalle immagini non si capisce se Matera colpisce negli occhi Louw. Steyn continua a essere preciso e ospiti che vanno a -1. Preme di più il Sud Africa ora, difende come meglio può l’Argentina, che riesce a fermare le folate degli Springboks, obbligandoli al fallo in attacco. Resta, quindi, grande equilibrio quando si entra negli ultimi 25 minuti di un match ben diverso da quello di una settimana fa, con l’Argentina che disperatamente difende il misero punto di vantaggio.

Si entra così nell’ultimo quarto con tutto ancora da decidere e i tecnici che puntano sulla panchina per la zampata vincente. Con Contepomi sostituito, cerca Bosch i pali dopo le polemiche per un presunto morso argentino, ma sbaglia. Ora l’Argentina sta tenendo alto il baricentro del gioco, ma non trova i punti per allungare il vantaggio e il Sud Africa può rendersi pericoloso in ogni occasione. Passano i minuti, l’Argentina stringe le maglie, gli Springboks iniziano a lottare contro il cronometro oltre che contro gli avversari alla disperata ricerca almeno di una punizione piazzabile. Punizione che arriva al 72′ e gli ospiti passano in vantaggio. E ormai è troppo tardi, l’Argentina ha finito la benzina, arriva un nuovo calcio di Steyn e gli Springboks portano a casa una vittoria ben più dura di quel che, probabilmente, si aspettavano. Per l’Argentina una boccata d’ossigeno importante, ma la rabbia di aver sfiorato il colpaccio resta.

ARGENTINA – SUD AFRICA 17-22
Sabato 24 agosto, ore 21.10 – Estadio Malvinas Argentinas, Mendoza
Argentina: 15 Lucas Gonzalez Amorosino, 14 Gonzalo Camacho, 13 Marcelo Bosch, 12 Felipe Contepomi (49′ Santiago Fernández), 11 Horacio Agulla, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martín Landajo (56′ Tomás Cubelli), 8 Leonardo Senatore (60′ Benjamin Macome), 7 Juan Manuel Leguizamón, 6 Pablo Matera, 5 Mariano Galarza, 4 Julio Farías Cabello, 3 Juan Figallo, 2 Eusebio Guiñazú (66′ Agustín Creevy),1 Marcos Ayerza.
Sud Africa: 15 Willie le Roux, 14 Bjorn Basson (62′ Pat Lambie), 13 JJ Engelbrecht (68′ Jan Serfontein), 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Morné Steyn, 9 Ruan Pienaar, 8 Duane Vermeulen, 7 Willem Alberts (68′ Siya Kolisi), 6 Francois Louw, 5 Juandré Kruger (56′ Flip Van Der Merwe), 4 Eben Etzebeth, 3 Jannie du Plessis (68′ Coenie Oosthuizen), 2 Adriaan Strauss (52′ Bismarck du Plessis), 1 Tendai Mtawarira (58′ Gurthrö Steenkamp).
Arbitro: Steve Walsh
Marcatori: 3′ m. Leguizamón tr. Contepomi, 9′ cp. M.Steyn, 11′ cp. Contepomi, 14′ m. Basson tr. M.Steyn, 37′ m. Bosch tr. Contepomi, 40′ cp. M.Steyn, 46′ cp. M.Steyn, 72′ cp. M.Steyn, 80′ cp. M.Steyn

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